Si presentano in quattro, con i capelli a caschetto, la chitarra Rickenbacker e poi le canzoni, coinvolgenti e armoniose. Sembrano i primissimi Beatles – quelli di Help!, precedenti alla svolta psichedelica di Revolver – ma non lo sono. Sono gli americani Lemon Twigs.
Dopo la data al Locomotiv Club di Bologna, la band guidata dai fratelli Brian e Michael D’Addario è arrivata a Roma, sul palco del Largo Venue. Quella del 3 ottobre 2026 è la seconda delle tre tappe italiane del tour europeo con cui il gruppo presenta dal vivo Look For Your Mind!, il nuovo album pubblicato lo scorso 8 maggio.
Nati a New York sul finire degli anni Novanta – Brian nel 1997, Michael nel 1999 – i Lemon Twigs hanno già alle spalle sei album e più di dieci anni di carriera. Nel 2016, quando uscì il loro esordio Do Hollywood, uno dei due non era nemmeno maggiorenne e il progetto, anche se un po’ acerbo, conteneva già i tratti di una personalità precisa.


Da allora, l’evoluzione è stata costante. Prima con Everything Harmony nel 2023 e poi, l’anno successivo, con A Dream Is All We Know, la band ha raggiunto una sintesi sempre più consapevole tra il proprio immaginario power pop e le sonorità dei gruppi ai quali si ispira da sempre, come i Beach Boys – gli stessi di Surfin’ USA, per intendersi – e ovviamente i Beatles. Un’ossessione, quella per i Fab Four, trasmessa fin da bambini a Brian e Michael dal padre Ronnie D’Addario, musicista e cantautore che, muovendosi più o meno nello stesso genere ma con minore fortuna dei figli, tentò a suo tempo di costruirsi una carriera.
Accompagnati dalla loro live band, composta da Danny Ayala e Reza Matin, i Lemon Twigs salgono poco prima delle 22 sul palco di un Largo Venue tutto esaurito, dopo l’apertura affidata ai Plastic Family. A comporre il pubblico, persone di tutte le età: coppie di ragazzi, genitori con figli giovanissimi, appassionati di rock ’n’ roll un po’ meno giovani e persino un sosia di John Lennon.
I due fratelli – Brian in particolare – sono instancabili. Saltano e si lanciano, a ogni canzone, in spaccate volanti degne del miglior Pete Townshend, leader degli Who. Una gestualità che richiama le mosse iconiche dei grandi del passato, dal duck walk di Chuck Berry ai movimenti di bacino di Elvis Presley, ancora oggi riferimento per artisti di ogni genere.
Sebbene Look For Your Mind! sia il primo album registrato in studio insieme a tutta la band e si presti bene al contesto live, la scaletta non si limita ai nuovi brani e offre un best of dei loro successi, dall’esplosiva My Golden Years al falsetto di Any Time Of The Day. Verso la fine della serata c’è spazio anche per un momento più intimo, quando Brian rimane solo sul palco per una versione acustica di Corner of My Eye. Una parentesi durata giusto il tempo di riprendere fiato, prima che lo show torni a scatenarsi con l’irresistibile Rock On.
Ascoltare dal vivo i Lemon Twigs è un viaggio gioioso ed energico, reso travolgente dalla loro conoscenza fuori dal comune della grammatica di un genere musicale nato oltre sessant’anni fa. I fratelli D’Addario respirano rock ’n’ roll, vivono rock ’n’ roll (qualunque cosa significhi nel 2026) e lo fanno a modo loro, secondo la propria sensibilità, senza mai ridursi a una semplice copia del passato.








