Papa Leone XIV è arrivato al Policlinico Gemelli di Roma alle 13:08 di martedì 13 ottobre. Nel pomeriggio si è sottoposto alla rimozione di un nodulo polmonare individuato durante controlli di routine. Per Leone si tratta del primo ricovero dall’inizio del pontificato.
Lo ha annunciato lui stesso, in chiusura dell’Angelus di domenica 11 ottobre, affacciandosi dalla finestra del Palazzo Apostolico: «i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone». Ad attenderlo davanti all’ingresso principale del Gemelli, una folla emozionata di giornalisti internazionali e fedeli di tutte le età.
Si respira un’aria di preoccupazione mista a curiosità. Alla vista della prima auto di scorta il brusio dei presenti si abbassa per sfociare in un caloroso e commosso applauso di benvenuto. Papa Leone scende dalla sua auto accolto dall’equipe di medici che si occuperà dell’operazione, capitanata dal professore Stefano Margaritora, direttore di chirurgia toracica del Gemelli. Nel pomeriggio, in sala operatoria, ci saranno anche il dottor Luigi Carbone, medico curante di Papa Francesco, e l’infermiere Massimiliano Strappetti, già occupatosi della salute dei tre pontefici precedenti.
Papa Leone ha già dato istruzioni su come gestire la settimana di assenza: mercoledì 14 ottobre è stato il cardinale Luis Antonio Tagle a celebrare la messa prevista con i rappresentanti delle Chiese Orientali, mentre il pontefice ha richiesto che gli venga sottoposto il rapporto conclusivo dell’incontro prima di ogni ratifica. Il Vaticano, infatti, non prevede norme per delegare le funzioni del Papa, e sarà la Curia a gestire gli impegni quotidiani in sua assenza.
Da tutto il mondo arrivano preghiere e messaggi di speranza. Dalla Polonia il cardinale Stanisław Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia, auspica l’intercessione di Papa Wojtyla per sostenere Leone in questa sfida e scrive: «La sua temporanea debolezza ci ha avvicinati ancora di più». Dall’Uruguay i vescovi, in un post su X, fanno sapere che i preparativi per accogliere il pontefice a novembre continuano, augurandosi che l’operazione si svolga senza complicazioni; dall’Argentina, altra tappa del viaggio, i vescovi invitano i fedeli a una preghiera speciale per il Papa. Messaggi di solidarietà e speranza arrivano anche da Chicago, città natale di Papa Leone, dove l’arcivescovo, il cardinale Blase Cupich, ha invitato a pregare per un recupero rapido e completo del pontefice. Le istituzioni italiane si uniscono agli auguri di pronta guarigione: il presidente Sergio Mattarella comunica al Papa che «il popolo italiano le è vicino», mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è detta rincuorata dalla «serenità e tranquillità» con cui Leone ha annunciato l’intervento. Silenzio, per il momento, dai vertici dell’amministrazione statunitense.
Dopo una mattinata caotica, la vita al Gemelli riprende a scorrere indisturbata. L’appartamento del decimo piano, che da oltre quarant’anni ospita i pontefici ricoverati, ha accolto Leone. Nel resto della struttura pazienti, personale sanitario e studenti hanno ripreso le loro operazioni quotidiane, in una giornata che rimane comunque frenetica. Alle 18 il cardinale vicario Baldassarre Reina ha recitato il santo rosario insieme ai fedeli nella cappella San Giovanni Paolo II dell’ospedale Gemelli di Roma: l’evento è stato trasmesso in diretta streaming e radio.
L’operazione si è conclusa con successo. Il ricovero postoperatorio è stimato in circa una settimana e tutte le udienze del Papa sono state annullate fino a martedì 20 ottobre.








