«Sblocchiamo tutto»: giovani di destra scendono in piazza

Il corteo organizzato da Gioventù Nazionale manifesta nel centro della capitale

«Siamo tutti studenti»: è il coro intonato dai giovani di estrema destra mentre sfilavano a Roma, quartiere Prati,lungo via Cola di Rienzo, reinterpretando lo slogan «Siamo tutti antifascisti».

Sabato 24 ottobre, diverse organizzazioni giovanili di destra provenienti da tutta Italia si sono riunite per una manifestazione, nelle intenzioni dei promotori, voleva rappresentare una risposta alle mobilitazioni svoltesi il fine settimana precedente a Torino, Milano e Bologna. «Si può scendere nelle piazze, manifestare il proprio dissenso […] però bisogna farlo rispettando le regole, rispettando tutti», ha dichiarato una studentessa. Tra i gruppi più rappresentativi e attivi nell’organizzazione dell’iniziativa erano presenti Gioventù Nazionale, Azione Studentesca e Azione Universitaria.

Il punto di ritrovo è stato Piazza della Libertà, una zona diversa da quelle scelte per mobilitazioni di questo tipo. Qui si sono radunati centinaia di giovani, in attesa dell’inizio del corteo, previsto per le 10.30. La partenza è avvenuta intorno alle 11:30, mentre i diversi gruppi si sono disposti lungo il percorso.

In testa al corteo, un grande striscione con la scritta «Sblocchiamo tutto» ha aperto la manifestazione. I partecipanti hanno sventolato bandiere italiane e vessilli delle organizzazioni studentesche coinvolte, accompagnando il cammino con slogan intonati in coro. Il corteo si è diretto verso piazza del Risorgimento, dove la mobilitazione si è conclusa come previsto alle 13:30.

Nicola D’Ambrosio, presidente nazionale di Azione Universitaria, ha dichiarato: «[C’è] una generazione che ha voglia di far sentire la propria voce per le proprie rivendicazioni, ma lo fa con tempi, modalità e, se posso, anche stile diverso da quello che abbiamo visto nelle scorse settimane», riferendosi agli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, così come ai saccheggi di negozi e supermercati a Milano, che hanno rapidamente dominato la copertura mediatica delle proteste del fine settimana precedente. Una studentessa ha raccontato di sentire il «bisogno di riaffermare, ancora una volta, i nostri valori, le nostre radici, la nostra identità», senza però chiarire a cosa si riferisse.

Immagine scattata da Zeta all’inizio del corteo

Poco dopo la partenza del corteo si è verificato un momento di tensione e confusione, quando alcuni manifestanti hanno tentato di avventarsi sui giornalisti presenti. Gli organizzatori sono però intervenuti per fermarli, evitando che la situazione degenerasse, riaffermando lo slogan di protesta pacifica. 

Oltre la volontà di prendere posizione contro le manifestazioni, alcuni partecipanti hanno espresso critiche nei confronti del sistema scolastico. I giovani hanno denunciato quella che considerano un’eccessiva influenza ideologica da parte di insegnanti con orientamenti politici differenti dai loro, sostenendo di non poter esprimere le proprie opinioni politiche liberamente.  

Riccardo Ponzio, presidente nazionale di Azione Studentesca, ha spiegato che l’obiettivo era «rappresentare una generazione, avanzare proposte e portare in piazza le istanze dei più giovani». Ha poi aggiunto: «Non è protestare contro qualcuno, non è protestare contro qualcosa, non è distruggere, non è vandalizzare, ma è avanzare proposte».  

Si distinguevano tuttavia, striscioni satirici rivolti a esponenti politici della sinistra, tra cui: «Fratoianni Rex. Fazzoletto Rosso al collo, il Manifesto sotto al braccio e racconti (inventati) sul ’68», oppure «Anchilo Salis. Si difende dietro l’immunità per colpire il branco».
 

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