Sotto una pioggia insistente, le persone si sono ritrovate oggi a Piazza Barberini per celebrare la vittoria del no al referendum sulla giustizia. Una manifestazione partecipata, attraversata da bandiere, cori e interventi dal palco, che ha assunto fin da subito i toni di una festa politica e civile.
Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini ha aperto gli interventi: «Questa è una grande festa, perché la Costituzione non si tocca. Il voto di oggi dimostra che quando le persone sono messe nella condizione di scegliere e di partecipare, danno un segnale politico chiaro: questo governo non è più rappresentativo del Paese». Landini ha poi rilanciato le prossime mobilitazioni: «Il percorso continua. Il 28 saremo di nuovo in piazza con i metalmeccanici e porteremo avanti due grandi campagne: una sulla sanità e una contro il precariato».
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha quindi richiamato il valore storico e condiviso della Carta costituzionale: «La nostra Costituzione è stata firmata da giganti della politica, da persone con idee diverse che però hanno saputo trovare un punto di equilibrio alto, costruendo una democrazia solida. È un patrimonio che non va toccato, ma difeso e attuato».




Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha attaccato duramente i promotori della riforma: «Questa riforma è stata voluta da chi diceva di voler garantire più giustizia e invece ha prodotto l’opposto, con molte storture e malefatte. I numeri della partecipazione sono incredibili e parlano da soli». Conte ha poi invitato a guardare avanti: «Ora serve costruire insieme un programma condiviso tra tutte le forze politiche dell’opposizione, per dare una prospettiva concreta al Paese».
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha chiuso gli interventi, ponendo l’accento sul ruolo delle nuove generazioni: «Il 60% dei giovani ha votato no, e questa vittoria è soprattutto loro. È un segnale fortissimo, arrivato nonostante non sia stata data la possibilità di voto ai fuorisede». Schlein ha quindi invitato i presenti a proseguire la mobilitazione: «Continuiamo insieme questo corteo, andiamo verso Piazza del Popolo e portiamo avanti questa energia».

Tra ombrelli aperti e applausi, la piazza ha risposto con entusiasmo, trasformando una giornata di pioggia in un momento di partecipazione politica intensa che, come ribadito più volte dal palco, non vuole essere destinato a esaurirsi qui.







