Gucci, Lavazza, Pineider e Nutella: piccoli francobolli raccontano i grandi marchi italiani. Il 15 aprile, in occasione della Giornata del Made in Italy, è stata inaugurata all’università Luiss Guido Carli una mostra espositiva, in collaborazione con Poste Italiane, per celebrare le imprese e i nostri brand di successo attraverso emissioni filateliche speciali.
«Questa mostra è un’occasione per ripercorrere un percorso di ideali di numerose generazioni che hanno reso riconoscibile il sistema produttivo italiano»: sono le parole di Fausta Bergamotto, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, durante il suo intervento alla cerimonia. «Il Made in Italy è un settore di nicchia che racconta il nostro Paese», aggiunge Bergamotto, ricordando poi che è anche riconosciuto come il terzo marchio più noto e influente al mondo, sul gradino più basso del podio dopo Visa e Coca-Cola. «Mentre i primi due sono brand, il Made in Italy è un concetto: è come gli altri ci percepiscono».
«Buon gusto, qualità, bello da vedere, buono da mangiare»: sono sulla stessa linea alcuni dei punti principali del discorso tenuto dal direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini. «Il Made in Italy è un brand pazzesco, tra i più imitati al mondo. Non rappresenta una sola impresa, ma un modo di essere. Una serie di elementi che, messi insieme, restituiscono un’identità che è sinonimo di fare cose belle e fatte bene».




Come ricorda Tarquini, l’Italia è tra i primi Paesi al mondo per export e rappresenta soltanto lo 0,6% della popolazione mondiale: «Gli ottimi risultati delle nostre esportazioni sono la sintesi quantitativa del successo». Il suo intervento contiene un monito: «Gli italiani non sempre hanno orgoglio di ciò che li circonda e tendono a darlo per scontato. Il Made in Italy, come tutti i brand, va mantenuto, tutelato, difeso e sostenuto». Il sostegno, aggiunge, passa anche dalla consapevolezza: «Bisogna sentirsi fortunati e orgogliosi di essere nati in Italia».
Teche di vetro, lungo i corridoi della mostra, proteggono gli oggetti in esposizione accanto alla gigantografia del francobollo dedicato: un modellino della Amerigo Vespucci, un foulard di Gucci, la riproduzione di un treno Frecciarossa e le medaglie delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Sono piccoli stand espositivi, minimali e curati, che riassumono in poche righe queste storie di successo.
Uno di questi è un omaggio alla Nutella, per cui Poste Italiane ha creato, nel 2014, un’emissione speciale di rettangolini di carta dentellata per il cinquantesimo anniversario dal primo vasetto, «che vide la luce ad Alba nel 1964», come si può leggere nel cartellone. «Negli anni difficili che seguirono la Seconda guerra mondiale, il cacao era un bene raro e costoso: l’intuizione di unire cacao e nocciole, diffuse nelle Langhe, diede vita a un prodotto unico».
Questa è solo una delle tante storie di successo che hanno portato prodotti italiani nel mondo e che «hanno reso il nostro Paese moderno, competitivo e attrattivo», come afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in una lettera consegnata appositamente per l’occasione. La filatelia non racconta soltanto aziende, ma anche eventi, prodotti, personaggi. È il riflesso della storia del nostro Paese e offre un grande patrimonio da cui attingere per costruire il futuro.








