Esclusiva

7 Ottobre 2020
Il futuro dell’informazione è verde e digital, parola di Molinari

Un incontro all’Auditorium con Maurizio Molinari, Daniele Bianchi e Fabio Bogo per parlare di digitale, sostenibilità e di Green&Blue, il nuovo content hub delle testate del gruppo Gedi

«Il ‘900 si chiude nel segno del verde, il XXI secolo si apre con la necessità del blu».

Così il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, ha raccontato a Zeta, a margine dell’incontro “Digitale e verde. Il futuro dell’informazione”, tenutosi domenica 4 ottobre all’Auditorium Parco della Musica, la riflessione dietro la nuova piattaforma del Gruppo Gedi, Green&Blue appunto, dedicata all’innovazione e all’ambiente.

Tecnologia e sostenibilità, queste le parole chiave emerse nel corso dell’incontro a cui hanno partecipato, oltre al direttore di Repubblica, anche Fabio Bogo, direttore di Green&Blue e Daniele Bianchi, direttore generale di Gedi Digital, ospiti del festival Insieme che ha unito quest’anno – a causa dell’emergenza Coronavirus – i tre principali appuntamenti letterari romani: Letterature, Libri Come e Più Libri più liberi.

Il nuovo progetto del gruppo Gedi si articola in varie parti: un content hub presente sulle pagine internet di Repubblica, La Stampa, Secolo XIX e su tutte le altre tredici testate del gruppo Gedi, un mensile cartaceo in edicola sempre diffuso con tutti i giornali del gruppo e un festival in streaming che si sta svolgendo in questi giorni.

Il futuro dell’informazione è verde e digital, parola di Molinari

Il punto dietro l’iniziativa Green&Blue è quella dell’informazione consapevole poiché secondo Molinari: «È importante che la gente sia consapevole del Green e del Blue, questo è il passaggio importante. Perché la discussione sul clima, ovvero sull’esistenza o meno dei cambiamenti climatici, è archiviata. I cambiamenti climatici ci sono, il punto è che bisogna discutere le soluzioni. Quindi da una parte è giusto e necessario continuare a descrivere il verde, cioè come il clima si trasforma: i nuovi fenomeni, le nuove problematiche, lo scioglimento dei ghiacciai, la temperatura. Ma dall’altra è giusto iniziare a cimentare il lavoro giornalistico sul tema delle soluzioni: il modo di lavorare, il modo di comportarsi, di consumare, che cosa fare con il legno, che cosa fare con la plastica. Il blu è il vero elemento di novità che nella discussione sul clima manca ancora perché appartiene alla nuova generazione, al nuovo secolo».

È per questo che accanto al racconto di come stanno cambiando il clima e gli equilibri del nostro pianeta, viene lasciato spazio anche a quelle realtà che cercano soluzioni e decidono di non arrendersi al cambiamento climatico: dai progetti più all’avanguardia nel campo della sostenibilità, fino ai giovanissimi dei Fridays for future. Lo scopo dell’iniziativa però è anche quello di creare una comunità di lettori che possano interagire con una redazione aperta ai loro spunti e suggestioni, per arrivare a quella che Molinari chiama una «redazione trasparente».

La tecnologia, inoltre, è al centro della trasformazione del mondo dell’informazione e Repubblica, così come gli altri giornali del gruppo, va in contro a una sempre maggiore digitalizzazione. La necessità è di allargarsi ad audience sempre più ampi e variegati, non necessariamente avvezzi ai tempi e al linguaggio dei quotidiani, come spiegato nel corso dell’incontro da Daniele Bianchi. Per fare ciò il giornale di Molinari sta diversificando i propri contenuti (in particolar modo puntando sugli articoli di approfondimento), e le proprie piattaforme, utilizzando i social per arrivare soprattutto ai più giovani. A tutto ciò si aggiungono nuovi modi di fruire i contenuti dei giornali, ad esempio sotto forma di podcast o di video-inchieste di 10 minuti.