Esclusiva

5 Maggio 2021
Una Terra stanca di essere festeggiata

Tra Earth Day e Giornata Mondiale per il Clima, il bilancio sulla transizione ecologica è tutt’altro che positivo. Il commento degli attivisti italiani di Fridays For Future e Angelo Bonelli, presidente dei Verdi

«Sono due crisi connesse, quella ambientale e quella sanitaria. Da affrontare insieme», spiega Emanuele Genovese, esponente romano del movimento studentesco Fridays For Future. «Il Coronavirus, invece, ha scalzato il discorso climatico, non se ne parla più», incalza Laura Vallaro, attivista di Chieri, in provincia di Torino. 

Il 22 aprile è stato l’Earth Day, giornata mondiale della terra, ma il bilancio sullo stato di salute del pianeta, a due anni dall’inizio dei famosi scioperi del venerdì, non soddisfa i seguaci di Greta Thumberg. Secondo gli attivisti, neanche la pandemia è riuscita a cambiare le agende dei governi, anzi le ha monopolizzate. Il coronavirus avrebbe dovuto spronare il dibattito internazionale in tema di sostenibilità. Citano David Quammen. Nel suo saggio del 2012, “Spillover”, il divulgatore scientifico statunitense mette in guardia dalle zoonosi, cioè i salti di specie che permettono la trasmissibilità di un virus dall’animale all’uomo. Non sono accidentali: la devastazione ambientale, le deforestazioni aumentano le occasioni di contatto con specie infette. 

«Ora come mai c’è bisogno della nostra azione. Riprenderemo appena possibile la mobilitazione», continua Emanuele. Il 19 marzo, in occasione della Giornata Mondiale di Azione per il Clima, è sceso in piazza con i colleghi per manifestare contro il surriscaldamento globale. «Ora ci prepariamo al G20 italiano, la nostra pressione comincia da adesso fino in autunno, che è il momento caldo – scusami il gioco di parole – per le decisioni sul clima». 

Angelo Bonelli, Presidente e coordinatore della Federazione nazionale dei Verdi, riconosce i meriti dei ragazzi di Fridays For Future: «Hanno contribuito a riportare al centro del dibattito internazionale la crisi climatica. Se ne parla molto di più rispetto a 10 anni fa. In Italia, l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha stimato 52.300 morti premature associate all’esposizione al particolato fine, nel 2020. Combattere l’ambiente, aiuterebbe anche a contrastare l’emergenza sanitaria». 

Il cambio di guida alla presidenza americana, dal Trump negazionista al Joe Biden che ha riportato gli USA dentro gli accordi Kyoto e Parigi sulle, è un altro elemento importante nel bilancio di un periodo trascorso a parlare troppo di Covid e poco delle cause scatenanti. Qualcosa di positivo, ammette Emanuele, è stato fatto: «L’Unione Europea ha trovato una quadra per la legge sul clima, fissando un obiettivo collettivo di riduzioni nette delle emissioni inquinanti di almeno il 55% entro il 2030».

Il Next Generation EU, il piano europeo di ripresa da 750 miliardi, chiede che il 37 percento dei fondi sia destinato dai Recovery dei singoli stati per progetti verdi. L’Italia ha appena approvato il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma Bonelli non è soddisfatto: «A riprova della distanza tra i tecnici del governo e le priorità del paese. Abbiamo il più alto numero di procedure europee contro l’ambiente. Quindi siamo anche illegali. La Corte di Giustizia ha condannato l’Italia a pagare 80mila euro al giorno per il mancato trattamento delle acque reflue. Le feci degli italiani inquinano il mare. Noi quanto investiamo? 600milioni di euro». 

Il Presidente dei Verdi parla anche di trasporto pubblico: «Gli autobus italiani sono quasi 43mila, è prevista la sostituzione di solo 5500 di questi. Abbiamo 237 km di metropolitane, solo Madrid ne ha 240. Chi vuole muoversi utilizzando questi mezzi, non può farlo. Come possiamo abbattere le emissioni se non ci viene data la possibilità?»

«Non possiamo aspettarci che le persone al potere risolvano questa crisi», riflette Laura. «Se bastasse investire un po’ di soldi in più nelle rinnovabili non sarebbe una crisi. Abbiamo bisogno che chiunque in qualunque luogo agisca, per questo la consapevolezza che creiamo con Fridays è ancora attuale». Parola di una ventenne che vive felice senza smartphone: «La mia è una scelta etica, ho pensato a tutte le risorse che servono per fabbricarli, ai minerali come il coltan presi in Paesi dove c’è tanta povertà».