Esclusiva

6 Maggio 2021
Regole e competenza, la strada per diventare giornalista

I praticanti della Scuola di Giornalismo della Luiss incontrano Maurizio Paglialunga, coordinatore dell’Odg, per discutere dell’esame di stato che regola l’accesso alla professione e dei principi che definiscono il mestiere giornalistico.

Autonomia, competenza e responsabilità: tre dei pilastri attorno ai quali dovrebbe ruotare il mestiere del giornalista. È questo il fulcro della professione per Maurizio Paglialunga, coordinatore del Comitato tecnico scientifico dell’Ordine dei Giornalisti, che ha incontrato oggi i praticanti della Scuola di Giornalismo “Massimo Baldini” della Luiss.

Dopo aver visitato la redazione, lo studio televisivo e radiofonico, Paglialunga ha tenuto un seminario di due ore in cui ha illustrato i principi deontologici del lavoro giornalistico e spiegato le modalità in cui avverrà l’esame di stato, necessario per iscriversi all’Ordine.

Tre prove scritte e un orale: l’ultimo ostacolo che separa gli studenti del Master Luiss dall’abilitazione alla professione. Paglialunga ha indicato come prepararsi al meglio per l’esame e per il futuro lavorativo ed esortato a privilegiare sempre una scrittura chiara nella redazione degli articoli, a evitare i luoghi comuni e a fare attenzione ai dettagli.

Per un giornalista non è importante solo saper scrivere bene ma anche conoscere le regole del Testo unico di deontologia, alle quali attenersi per produrre contenuti che siano espressione del libero pensiero dell’autore e che siano al contempo in linea con il rispetto delle libertà fondamentali dei cittadini, come la tutela della privacy, la protezione a mezzo stampa di chi è minorenne o coinvolto in fatti di cronaca di natura sessuale.

Il Testo unico di deontologia è la principale raccolta normativa che i giornalisti italiani devono seguire per realizzare al meglio e con professionalità il proprio lavoro. Sedici articoli a cui si aggiungono altri cinque codici che trattano del rispetto della privacy, di come tutelare i minori e gli stranieri, come scrivere di economia e cosa fare per difendere i diritti dei lavoratori precari del settore giornalistico.

Regole ma anche soggettività. Il giornalista non è un architetto o un matematico. Il suo lavoro non consiste nell’arida applicazione di un principio e non può essere la risultante di un’equazione. Più che una scienza, il giornalismo è compromesso, rigorosa approssimazione, il tentativo di avvicinarsi con criteri razionali a un bersaglio. E soprattutto non può espungere il criterio più importante, quello dell’interpretazione. Nel fare informazione, il giornalista offre anche una sua visione del mondo, interpreta e spiega i nessi logici e causali della realtà.

Per Paglialunga il mestiere del giornalista ha dunque carattere di eccezionalità rispetto ad altri. Mentre i lavoratori iscritti ad altri ordini professionali, come avvocati o notai, hanno tra i loro doveri quello di tutelare sempre il proprio cliente, il giornalista invece deve rendere conto sempre e solo ai cittadini, all’opinione pubblica, verso la quale ha imprescindibili diritti e doveri.