Esclusiva

Giugno 13 2022
La primavera di piombo degli Stati Uniti

Domenica 12 giugno si è trovato un accordo di principio tra repubblicani e democratici per le restrizioni sulle armi da fuoco.

Buffalo, Laguna Woods, Chicago, Uvalde, Tulsa, Philadelphia, Chattanooga e Smitsburg. Dal 10 maggio negli Stati Uniti le sparatorie di massa, mass shootings, si sono susseguite rapide una dopo l’altra. Le vittime e i feriti di questo mese segnato dal piombo e dal sangue sono centoundici, l’ultima meno due giorni fa alle porte di Washington D.C, nel Maryland.

Nella giornata di domenica 12 giugno è arrivata una novità inaspettata per tutti coloro che chiedevano restrizioni sulle armi. Un gruppo di venti senatori, dieci repubblicani e dieci democratici, hanno trovato un accordo di principio per portare al Senato una legge per rendere più sicuro il mercato delle armi da fuoco. Il pacchetto, promosso dal senatore democratico Chris Murphy, include risorse aggiuntive per i programmi di igiene mentale, miglioramenti nella sicurezza delle scuole, un controllo sul background dei compratori di età inferiore ai ventun anni e le cosiddette Red Flag Laws. Queste sono leggi che permettono allo Stato di avere segnalazioni e quindi togliere il possesso dell’arma da fuoco a persone potenzialmente pericolose.

«Qua puoi comprare un’arma per cento dollari. Non hai bisogno di nessun controllo dei precedenti e di nessun controllo psicologico. Senza una regolamentazione gli Stati Uniti sono tra i paesi meno sicuro al mondo». Andrew lavora nella biblioteca dell’Università di Austin, Texas, e desidera che la politica metta un freno alle stragi dell’ultimo periodo.

Il 9 giugno il Congresso, a maggioranza democratica, aveva approvato un nuovo pacchetto di restrizioni sulle armi da fuoco. All’interno di questo progetto di legge, chiamato “Protecting Our Kids Act”, l’età minima per detenere un’arma da fuoco si alzava da 18 a 21 anni e venivano promosse pene più severe nei confronti di chi custodisce impropriamente un’arma da fuoco.

Il “Protecting Our Kids Act” sembrava destinato a non passare al Senato, dove i repubblicani fanno ostruzionismo. «Dire agli americani quando possono comprare un’arma da fuoco, quale possono comprare e dove devono tenerla in casa è un attacco al Secondo Emendemento» aveva annunciato il senatore repubblicano dell’Ohio Jim Jordan. In una situazione in cui, dopo il Background Check Act, anche questa proposta sembrava destinata a rimanere tale, i dialoghi tra le due parti hanno portato a un’apertura da parte dei dieci senatori repubblicani. Il loro sostegno diventa decisivo una volta che il testo sarà scritto, discusso e votato.

La narrativa di una parte del Partito Repubblicano contro qualsiasi controllo sulle armi non sta in piedi come dimostra il sondaggio condotto da Public Policy Polling, e riportato dalla Harvard University.  L’83% dei cittadini statunitensi che detengono armi vorrebbero veder applicato il background check, compreso il 72% di coloro iscritti alla National Rifle Association (NRA), la più grande lobby di armi del paese. Proprio ad un evento tenutosi pochi giorni dopo la strage di Uvalde, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva presenziato alla convention della NRA proponendo di armare gli insegnanti come possibile soluzioni per limitare le vittime di queste tragedie.

Uno studio del Central for Disease Control (CDC) del 2020 mostrava come in America il 79% degli omicidi fosse commesso da un’arma da fuoco, significativamente più alto di quello fatto registrare nel Regno Unito ( 4%), in Canada (37%) e in Australia (13%). Inoltre, dallo stesso studio è stato calcolato che 53 persone ogni giorno vengono uccise da un’arma fuoco. I 393 milioni di armi possedute negli Stati Uniti per molti politici, organizzazioni e cittadini sono alla base dei quasi 45mila morti per un’arma del 2020. Più della metà di quei morti sono suicidi ed è proprio per questo che secondo la maggioranza delle persone lo sforzo dovrebbe essere rediretto verso la cura dei problemi mentali e non verso la liberalizzazione di altre armi da fuoco.

«In questa situazione la sanità mentale è un problema. Dovremmo allocare fondi di altre agenzie per il sistema sanitario, i programmi di igiene mentale e i lavoratori socialmente utili per aiutate coloro che sentono il bisogno di diventare assassini.» propone Madelaine, tutor universitaria della California. L’ American Journal for Public Health , nel 2016, ha in effetti studiato come ci sia un rapporto diretto tra l’alta concentrazione di armi in uno stato e l’aumento di suicidi.

 Contro una politica che trattava l’argomento con avversione, nell’ultimo weekend molte associazioni, come March For Our Lives avevano organizzato 450 eventi in tutti gli Stati Uniti e nel mondo. “Abbiamo detto che questa volta era differente e lo è stato. Migliaia di americani, democratici, repubblicani e possessori di una pistola hanno chiarito che il Senato deve votare su questo piano. Non possiamo più aspettare, le vite degli americani restano in bilico”.