Esclusiva

Marzo 13 2024.
 
Ultimo aggiornamento: Marzo 28 2024
Il Parlamento europeo adotta l’Ai Act

Il testo vieta l’identificazione biometrica per tutelare i diritti dei cittadini dell’Unione. Le autorità potranno usare il riconoscimento facciale per prevenire gli attentati

È soddisfatto Brando Benifei, mentre i giornalisti lo accerchiano per strappargli una dichiarazione. A Strasburgo l’eurodeputato del Pd è relatore dell’Artificial Intelligence Act, «la prima regolamentazione internazionale sullo sviluppo tecnologico nel rispetto dei diritti umani», ha sottolineato di fronte alle telecamere. L’approvazione era prevista, tanto che la conferenza stampa si è tenuta prima del voto in aula, dove la legge è passata con 523 favorevoli, 46 contrari e 49 astensioni. Un risultato schiacciante frutto dell’accordo politico tra Parlamento e Consiglio europeo, di cui l’onorevole italiano è stato protagonista. 

L’obiettivo dell’Ai Act è garantire che le libertà personali, la democrazia e lo stato di diritto siano protetti dagli algoritmi. Il regolamento introduce dei divieti che, secondo il politico, «saranno obbligatori entro la fine dell’anno, per far capire che certi usi delle intelligenze artificiali non sono ammessi in Europa». 

Il Parlamento europeo adotta l'Ai Act
Brando Benifei (Pd) dopo il dibattito in aula sul regolamento

Diventano illegali i sistemi di identificazione dalle immagine sul web, usati per creare database di riconoscimento facciale, e quelli che manipolano il comportamento compromettendo il libero arbitrio. Vietate anche le categorizzazioni biometriche, che usano l’aspetto e l’atteggiamento delle persone per determinare convinzioni politiche, religiose, preferenze sessuali ed etnia. Non si potranno usare i software per individuare le emozioni dei dipendenti sul luogo di lavoro, né degli studenti a scuola.

Il regolamento stabilisce una serie di eccezioni, in cui le forze dell’ordine potranno utilizzare il riconoscimento biometrico. Le tecnologie saranno autorizzate per la ricerca di vittime di sequestro, traffico di esseri umani e sfruttamento sessuale, per prevenire attentati o localizzare sospetti terroristi, killer, stupratori, rapinatori e membri di organizzazioni criminali.

«La legge verrà applicata per gradi», ha chiarito Benifei, «la tappa successiva ai divieti saranno gli obblighi». Alle aziende tech sarà imposta trasparenza sui sistemi ad alto rischio, come le Ai che influenzano l’esito delle elezioni. I cittadini potranno presentare reclami e ricevere spiegazioni sugli algoritmi che influenzano i loro diritti civili. Nel rispetto delle norme sul copyright, i programmatori dovranno dichiarare quali contenuti vengono utilizzati per l’addestramento dei software di machine learning. 

Oltre alle restrizioni, la normativa vuole incentivare l’Europa a rincorrere i colossi americani e asiatici del settore. «Abbiamo trovato un equilibrio delicato tra la tutela dei cittadini e gli incentivi all’innovazione», ha detto Dragoş Tudorache, esponente di Renew Europe. «Le intelligenze artificiali avranno impatto sul mercato del lavoro, sull’istruzione, sulla guerra» ha proseguito, ricordando che «questa legge è solo l’inizio di un lungo viaggio, perché in tutto il mondo è in atto una rivoluzione».

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