Esclusiva

Febbraio 23 2026
La guerra ibrida nei cieli d’Europa

Le interferenze GPS legate al conflitto in Ucraina colpiscono sempre più voli civili. I rischi restano limitati, ma il fenomeno interroga l’Europa.

È la mattina del 31 agosto quando nella cabina di pilotaggio di un aereo che sorvola l’Europa orientale, compare un messaggio inatteso: segnale GPS degradato. A bordo c’è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. L’episodio si risolve senza conseguenze, ma mette in luce un fenomeno sempre più frequente nei cieli vicini al fronte ucraino.

Dall’inizio della guerra nel febbraio 2022, migliaia di voli commerciali hanno registrato interferenze al GPS attribuite alla Russia, attraverso sistemi elettronici usati per disorientare droni e missili. Nella maggior parte dei casi non si sono verificati problemi seri, perché gli aerei hanno a disposizione varie modalità di navigazione, ma l’aviazione civile guarda al fenomeno con crescente attenzione. Le aree più colpite sono il mar Baltico, il mar Nero e il Mediterraneo orientale, dove l’attività militare russa è intensa, anche per quanto riguarda il traffico navale.

Ad essere preso di mira è il Global Positioning System (GPS), una rete di satelliti statunitensi che fornisce dati di posizione e tempo. Sugli aerei di linea viene utilizzato per la navigazione di precisione, per le procedure di avvicinamento e come supporto alla gestione del traffico aereo.

Le interferenze avvengono principalmente in due modi. Il jamming consiste nel disturbare il segnale satellitare con emissioni radio più potenti, rendendolo inutilizzabile. Lo spoofing è più sofisticato: invia segnali falsi che ingannano i ricevitori facendo credere all’aereo di trovarsi in una posizione diversa. Entrambe le tecniche non possono colpire un singolo drone o missile ma tendono a coprire aree molto ampie, coinvolgendo anche il traffico civile.

I numeri confermano questa tendenza. A giugno 2024, in Lituania, i piloti hanno riportato 1.022 episodi di interferenza, quasi il doppio rispetto al mese precedente. Per questo motivo, a luglio 2025 Vilnius e diversi altri Stati membri hanno chiesto all’Unione europea misure contro la Russia, ritenendo che non si tratti di incidenti casuali ma di azioni sistematiche di guerra ibrida.

La guerra ibrida nei cieli d’Europa

Non solo, nel maggio 2024 la compagnia finlandese Finnair ha dovuto sospendere la rotta Helsinki–Tartu perché le interferenze rendevano rischioso avvicinarsi alla città estone. L’aeroporto si è poi adeguato con sistemi alternativi al GPS per permettere gli atterraggi.

«Le interferenze GPS vicino ai confini ucraini sono ormai comuni», spiega Giuseppe (nome di fantasia), pilota di una compagnia aerea europea. «Finora non abbiamo registrato casi di spoofing o jamming riusciti contro l’aviazione commerciale, ma i tentativi ci sono stati». I rischi per la sicurezza restano limitati proprio grazie alle contromisure già previste. «Da tempo siamo addestrati a gestire la perdita del segnale GPS, anche per ridurre ritardi o cancellazioni».

La formazione continua è parte della risposta. «Oltre all’addestramento standard, riceviamo una formazione ulteriore sempre aggiornata per affrontare le interferenze», aggiunge Giuseppe. «Siamo preparati a volare in qualsiasi situazione».

Le compagnie europee si sono quindi attrezzate per evitare che questi episodi rappresentino un pericolo per i passeggeri. Quanto accade nei cieli europei, però, apre una doppia riflessione.

Da un lato emerge ancora una volta la dipendenza europea da sistemi americani. L’unica alternativa dell’Unione è Galileo, il sistema di navigazione satellitare sviluppato e gestito dall’Europa che fornisce dati di posizione estremamente precisi per aviazione, trasporti, smartphone e infrastrutture. Galileo, però, mostra già da tempo alcune fragilità: la costellazione di satelliti è meno estesa di quella del GPS, la resistenza alle interferenze è limitata e il grado di protezione che è capace di garantire in scenari di guerra elettronica non è ancora chiara.

Dall’altro lato, la diffusione di questi attacchi ricorda che i conflitti moderni non restano confinati al terreno su cui si combattono: si insinuano nelle rotte civili, nei viaggi quotidiani, nelle infrastrutture su cui si regge la normalità. Anche per chi pensa di essere lontano dalla guerra.