Esclusiva

Febbraio 28 2026
Ue: «Sviluppi pericolosi in Medio Oriente»

Le reazioni in Europa e la linea UE tra diplomazia, sanzioni e tutela dei cittadini

The latest developments across the Middle East are perilous” (Gli ultimi sviluppi della situazione in Medio Oriente sono pericolosi). Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, affida a X il suo giudizio su l’escalation militare dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele contro l’Iran. 

Nel messaggio richiama le responsabilità del regime di Teheran, puntando il dito contro i programmi balistico e nucleare e il sostegno ai gruppi armati della regione che hanno messo a rischio la sicurezza globale. Poi c’è la priorità assoluta per la protezione dei civili e il rispetto del diritto umanitario internazionale, annunciando di aver preso contatti con il ministro degli esteri israeliano Gideon Saar e che si sta cercando la via diplomatica con i partner arabi. “I consolati europei nella regioni sono mobilitati per facilitare la messa in sicurezza dei cittadini europei”, continua. Intanto il personale non essenziale in loco viene richiamato e la missione navale europea Aspides, schierata nel Mar Rosso per proteggere il traffico marittimo, rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso.

Sul sito del Consiglio europeo il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen firmano un Joint Statement. Gli sviluppi vengono definiti “greatly concerning” (molto preoccupanti) e si riafferma l’impegno a salvaguardare sicurezza e stabilità regionale, l’importanza della sicurezza nucleare e della non proliferazione. Richiamano le sanzioni UE contro il “murderous regime” (regime omicida) iraniano e i Revolutionary Guards, e l’impegno per una soluzione negoziata su programmi nucleari e balistico. Il comunicato include anche un passaggio operativo: in coordinamento con gli Stati membri, l’UE “will take all necessary steps” (metterà in campo tutte le azioni necessarie)  per sostenere i cittadini europei nella regione, e l’appello a “maximum restraint”  (massima moderazione), protezione dei civili e rispetto del diritto internazionale.

Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani dà aggiornamenti operativi – nessun italiano risulterebbe ferito o coinvolto negli attacchi – e dice che i militari italiani dislocati nella regione (inclusi quelli presenti nella base Usa in Kuwait colpita da missili iraniani) risultano al sicuro. Dopo la riunione di Farnesina per fare il punto della situazione, afferma che “la situazione è difficile e complicata, non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni” e che “l’obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano più pericoloso per Israele e per le basi americane nell’area”. Tajani torna anche sulla questione del nucleare: “Abbiamo sempre lavorato fino all’ultimo giorno per sostenere il dialogo che era in corso, abbiamo però sempre detto che l’Iran con l’arma atomica e con missili che potevano colpire anche l’Europa e le altre parti del mondo rappresentava un pericolo, questa è anche la posizione della Unione Europea”.

Nel resto d’Europa le reazioni seguono un registro in larga parte prudente: il presidente francese Emmanuel Macron avverte di possibili “gravi conseguenze” per la pace e la sicurezza internazionale, e parla di necessario passaggio in sede ONU. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola mette in guardia dal rischio di una spirale di escalation che potrebbe coinvolgere anche l’Europa. Diversi ministri degli Esteri europei, tra cui lo spagnolo Pedro Sánchez e il belga Maxime Prevot, richiamano alla de-escalation e il rispetto del diritto internazionale, l’attenzione alla protezione dei cittadini e delle continuità delle sedi diplomatiche nell’area.