A Trastevere, in via Garibaldi, al riparo dalla movida, si trova Bar Far, allestimento inaugurale del nuovo spazio espositivo di Villa Lontana, progetto artistico avviato nel 2018 dalla curatrice Vittoria Bonifati e dalla studiosa Jo Melvine.
Nato dalla collaborazione tra la scultrice Clementine Keith-Roach e il pittore Christopher Page, entrambi londinesi, «è stato progettato per essere allo stesso tempo un bar funzionante e un’installazione artistica. Gli ideatori hanno voluto giocare con le illusioni e disorientare, far si che chi varca la soglia di questo luogo abbia l’impressione di accedere ad un altro mondo» racconta a Zeta una delle assistenti di Vittoria Bonifati, mentre sistema i bicchieri sul bancone in attesa che arrivino i primi visitatori.
«L’intuizione nasce proprio dalla volontà che l’ambiente venga abitato per un tempo maggiore di quello che verrebbe dedicato a una visita, in modo che si abbia l’opportunità di fare caso ai dettagli». Lo spazio è stato concepito per ospitare delle “opere totali”, il che significa che «tutto ciò che si trova al suo interno fa parte dell’installazione. Ogni dettaglio deve contribuire a portare avanti la narrazione che sorregge il progetto» in questo caso quella di un mondo sospeso tra realtà e illusione, passato e futuro. «Creare un dialogo tra l’antico e il contemporaneo», in linea con il percorso di ricerca di Villa Lontana.

I visitatori si ritrovano a muoversi in uno spazio minimalista. Dalle pareti in gesso misto grigio emergono in bassorilievo braccia che reggono candele, ma anche gambe e altre parti del corpo accostate a materiali di costruzione, come mattoni, tubi e legno. Un chiostro illusorio «realizzato grazie alla tecnica del trompe l’oeil» incornicia il rosso-arancio di un paesaggio indefinito e contribuisce a creare un senso di spaesamento.
Clementine Keith-Roach e Christopher Page si sono ispirati agli art-bar del passato, «come il Cabaret Voltaire a Zurigo, epicentro del movimento Dada, il Colony Room di Londra e il Caffè Greco a Roma», luoghi di conversazione e di sperimentazione.

L’equilibrio tra bar e spazio espositivo viene mantenuto per tutta la giornata, ma «alle sei qualcosa cambia. Accendiamo le candele, abbassiamo le luci, mettiamo la musica. Bar Far diventa un vero e proprio punto di incontro». I cocktail offerti sono in linea con l’atmosfera dell’installazione. «Utilizziamo il Vermouth rosso e il Campari, il cui colore rimanda allo spazio». Anche la playlist è studiata e attinge spesso al repertorio di Villa Lontana Records, etichetta discografica fondata nel 2019 da Vittoria Bonifati, «che si concentra sulla produzione di nuovi linguaggi sonori, dall’elettroacustica alle registrazioni ambientali».
Da quando è stato inaugurato, lo scorso quattro dicembre, Bar Far ha ospitato anche un reading e altre performance dal vivo. L’installazione chiuderà al pubblico il 14 marzo, mentre il 20 ci sarà il finissage, l’evento di chiusura. «Poi l’ambiente verrà totalmente modificato per ospitare l’installazione successiva, che sarà inaugurata a maggio».