Nell’era dei grandi festival e del soft clubbing, sembra difficile immaginare un ragazzo di 25 anni andato a ballare in discoteca una sola volta in tutta la vita, tanto più se è un dj e producer di musica elettronica. Oggi Mauro Marcello Fenoaltea, in arte fenoaltea, i club li frequenta molto più spesso ma da dietro la consolle.
Nato a Palermo nel 2001, ha pubblicato il 10 luglio amici immaginari, il suo secondo EP. «È musica che fa finta di darsi un tono», racconta col sorriso al telefono, «nata però dalla necessità di dimostrare che questo progetto non è solo elettronica, ma può essere qualsiasi cosa». L’EP (disco che contiene più brani di un singolo, ma meno di un album) è composto da sei tracce: quattro strumentali e due canzoni, più lontane dalle sonorità da club, realizzate insieme al duo romano RIP e Mazzariello.

Con amici immaginari, fenoaltea non vuole dimostrare qualcosa soltanto agli altri, ma anche a sé stesso: «Ho riconosciuto un limite nella musica elettronica e nelle mie capacità. Tendevo molto a ricopiarmi brano dopo brano. Così, per un periodo, ho ascoltato tutto tranne che pezzi da club e ho capito che mescolando i generi nasceva un ibrido che mi piaceva molto».
La passione per la produzione nasce tra il 2016 e il 2017, quando – come dice lui stesso con ironia – qualcuno ha fatto il «grave errore» di dargli l’accesso a Internet. Lì scopre SoundCloud, piattaforma di condivisione e ascolto musicale, usata soprattutto da artisti emergenti: «Aveva un potere incredibile, quello di portare un’idea dal tuo computer al mondo intero. Vedevo molti ragazzi fare musica e pubblicarla sul momento da casa loro. È così che ho sentito i primi lavori di Porter Robinson, Flume e Jamie xx». Oggi il suo riferimento principale resta Mura Masa, dj e produttore britannico: «Un artista così, che cambia stile progetto dopo progetto, è ciò che mi ha spinto a iniziare dieci anni fa e che continua a ispirarmi tuttora».
In Italia, di recente, si è affermata una nuova scena elettronica, fresca, coinvolgente e molto legata all’immaginario indie. Tra i nomi più interessanti, okgiorgio e camoufly, con cui lo stesso fenoaltea ha diversi featuring. Ogni tanto il producer riflette sulle sue produzioni e valuta l’idea di affiancarsi a un collaboratore in studio, creando una sorta di one-man band nello stile di Tame Impala, il progetto del cantante e polistrumentista australiano Kevin Parker. Ma quando deve immaginare voci a cui affidare interamente i suoi album futuri, non ha dubbi: «Tra le persone con cui ho già lavorato, dico Mazzariello e Hån. Con lei non è ancora uscito nulla di ufficiale, ma il suo ultimo album è uno dei miei preferiti di questo 2026».

Il singolo uniti/separati, pubblicato un mese prima dell’EP, campiona le parole di alcune persone intervistate in un servizio della Rai girato nel 1978 a Ballarò, il mercato più grande e antico di Palermo. amici immaginari è meno legato al capoluogo siciliano rispetto a ti fa ballari e ti fa chianciri, il suo progetto d’esordio. Ma per fenoaltea, la città resta fondamentale, nel bene e nel male: «Palermo ha sofferto molto la mancanza di spazi musicali in cui svagarsi. Le discoteche non ci sono mai state o comunque chiudevano con facilità. Per questo suonare in casa è sempre un’altra cosa. È una festa, la gente viene a ballare con la maglia della squadra, un po’ come succede a Napoli con Liberato».
Alle volte, tra date dei tour e dj set, la poca esperienza sulla pista da ballo si fa sentire: «I club hanno una cultura e delle regole precise. Tra chi suona prima e chi dopo, il modo di accompagnare le persone al picco musicale, come farle scendere. Io sono sempre entrato a gamba tesa, con sana ignoranza, pronto a far ballare la gente».
In realtà fenoaltea vuole solo ridurre la distanza tra dj e ascoltatore, trasformando il set in un momento più umano: «Vivo ogni data come se fosse l’ultima. Cerco di metterci la carica più assoluta. Se il pubblico capisce che basta lasciarsi andare e noi diamo importanza a ogni live, la situazione diventa piacevole e ci divertiamo tutti insieme».








