Il palazzetto è pieno: spalti, parterre, corridoi. C’è addirittura qualcuno che rimane in piedi sulle gradinate di uscita. Kevin Parker, cantante e polistrumentista australiano, è la mente dietro al progetto musicale Tame Impala, di cui scrive, registra e produce tutte le canzoni. In Italia fa solo due date, Torino e Bologna. E nessuno se le vuole perdere.
Le grida accompagnano i musicisti sul palco principale, circolare e fatto in legno. One-man band in studio, Parker porta nei live strumentisti che lo supportano. In sottofondo, un rumore di onde che si infrangono sulla battigia, un richiamo alle origini australiane dell’artista. L’atmosfera è elettrica: dal parterre le mani si tendono verso il palco, e sugli spalti tutti si alzano in piedi. Cala un silenzio carico di attesa, ma basta la prima nota di chitarra per accendere la folla: il colpo del basso rimbalza nello sterno, un’onda che attraversa il parterre come una scossa tiepida. «È il tour più grande che abbiamo mai fatto in Italia», dice al pubblico dell’Inalpi Arena di Torino. Dopo le due presenze milanesi, al Market Sound nel 2016 e all’Ippodromo di San Siro nel 2022, Tame Impala torna con il Deadbeat Tour, portando dal vivo il quinto album uscito a ottobre 2025. Un sound nuovo, più elettronico e meno jazzato, spinge il concerto verso tendenze più simili a un rave e trasforma il palazzetto in una pista psichedelica.

Dall’apertura con Apocalypse Dreams, brano di punta del secondo disco Lonerism, per due ore la scaletta ripercorre dieci anni di carriera, mentre le luci stroboscopiche e i laser colorati creano un’atmosfera quasi sottomarina, avvolgendo pubblico e musicisti. Il viola e il verde si appiccicano alle pupille e il fumo entra in gola. L’enorme ring light modulabile che gravita sopra al palco detta il mood per ogni brano: esplosioni di colori e luci calde per i momenti più scatenati come New Person, Same Old Mistakes, Let It Happen e The Less I Know The Better; e toni freddi e rarefatti per i passaggi più raccolti come Feels Like We Only Go Backwards e Breathe Deeper.
Kevin è sciolto, nonostante la fama di tipo chiuso e introverso. Si muove agilmente sul palco tra vari strumenti, fuma e negli intermezzi si concede battute e improvvisazioni. Da vicino si vede il sudore che gli macchia la maglietta, la sigaretta che gli resta incollata alle labbra mentre cambia strumento, il sorriso mezzo incredulo quando il palazzetto canta le linee di synth al posto suo. Scende tra i fan e si presta a disegnare il prossimo tatuaggio di una ragazza in primissima fila. Sulle note di No Reply ne approfitta per una meritata pausa bagno e il cameraman lo segue per i labirintici corridoi del palazzetto, per poi riapparire su un secondo palco allestito accanto alla console. In una sorta di cameretta, con tanto di cuscini, tappeti e abatjour che si accendono a ritmo di musica, Kevin offre al pubblico un dj set in piena regola con mixer, pianola e loop station. I fan del parterre si scatenano tra ritmi electro e tecno che sintetizzano perfettamente il nuovo volto di Tame Impala: un rave gentile, che non sfonda i timpani, scaldato da ritmi tratti dalla scena tipicamente australiana dei bush doofs, feste musicali all’aperto che si tengono in spazi remoti e selvaggi.

Quando le ultime note si spengono e le luci si riaccendono, oltre alle gambe indolenzite e alle orecchie che fischiano, resta la sensazione di aver assistito a un’evoluzione musicale completa e coerente. La psichedelia dei primi album non scompare, ma viene inglobata in un impianto più deciso, che guarda alla scena contemporanea, più elettronica, senza rinnegare le radici pop. I fan storici trovano ancora spazio per perdersi nei vecchi mantra dilatati, mentre chi ha scoperto Tame Impala più tardi – magari da qualche trend di Tik Tok – viene agganciato da un artista che riesce a parlare davvero a tutti.
Se davvero Deadbeat segna l’inizio di un nuovo ciclo, questo debutto italiano fa pensare che Kevin Parker abbia già trovato il modo di portarlo sul palco senza perdere quella strana, fragile gentilezza che lo ha reso un’icona.








