«Non lasciamo fuggire un pezzo di cittadinanza»

Matteo Renzi parla in esclusiva a Zeta sul futuro dei giovani in Italia e sulla proposta della Start Tax
Matteo Renzi sul futuro dei giovani e la proposta Start Tax

«Dobbiamo evitare di far fuggire un pezzo di cittadinanza», così Matteo Renzi parla a Zeta sul futuro dei giovani in Italia. L’intervista si è svolta a margine dell’incontro Riforme fatte, riforme non fatte, riforme da fare, al Festival dell’Economia di Trento.

L’ex presidente del Consiglio ha fatto il punto sugli interventi di natura economica attuati dagli ultimi governi italiani e ha poi presentato le sue proposte. Tra queste la cosiddetta Start Tax: «Chi ha meno di una certa età ha diritto a pagare meno tasse». La misura prevederebbe un taglio dell’imposta sui redditi a favore degli under 35.

La sua proposta sui giovani, la Start Tax, riuscirà ad intercettare un elettorato che forse aveva perso?
«No, più che per intercettare un elettorato serve ad evitare di far fuggire un pezzo di cittadinanza. La cosa incredibile è che noi abbiamo un calo demografico devastante, siamo passati da 390 mila nati nel 2022 a 350 mila nel 2025. Se pensiamo a 10 anni fa, quando eravamo a 450-500 mila, è evidente che siamo crollati».

E la fuga di cervelli?
«I ragazzi se ne vanno. Noi spendiamo circa 200-250 mila euro perché un singolo ragazzo studi dall’asilo fino all’università. Poi quando esce da questo percorso riceve 500 euro di retribuzione per uno stage. In Svizzera riceve uno stipendio di 3000 euro, quindi va in Svizzera».

Pensa che i grandi partiti abbiano abbandonato quella fetta di elettorato più giovane?
«Io penso che la partita sulle prossime elezioni si giocherà su di loro. È vero che i giovani sono sempre meno ma per vincere bisogna avere speranza e non soltanto criticare. Questa è la grande sfida del centro-sinistra, è difficile ma è la vera sfida. Io penso che suscitare una speranza per un pubblico di giovani – anche se è paradossalmente più ristretto – porti speranza in famiglia. È bello vedere un gruppo di ragazzi entusiasmarsi, affascinarsi, appassionarsi alla politica, vedere che c’è un’idea specifica e concreta che li riguarda. Se loro credono in un ideale o in un sogno, allora è più facile prendere i voti anche di coloro che sono meno giovani, ma che vedono nella prospettiva di speranza per il futuro la ragione per votare Tizio piuttosto che Caio».

Che cosa direbbe ad un giovane che sta per partire? Dovrebbe rimanere per le prossime elezioni?
«No, non per le prossime elezioni. Gli direi di rimanere perché nel mondo dell’intelligenza artificiale l’Italia ha tutte le caratteristiche per giocare un ruolo figo. L’Italia è un paese che si sottovaluta. L’Italia è un paese che ha delle potenzialità incredibili che possono essere sviluppate se smettiamo di piangerci addosso. Per smettere di farlo c’è solo una strada: chiedere ai ragazzi di mettersi alla stanga».

Un esempio che potrebbero seguire?
«Siamo in terra trentina. Un grande statista, forse il più grande statista che questo paese ha avuto si chiamava Alcide De Gasperi. Ai giovani dell’immediato dopoguerra disse: «Mettetevi alla stanga giovani di questo paese». Ecco, purtroppo oggi nessuno di noi è De Gasperi ma le parole di questo grande leader della provincia di Trento andrebbero rivolte anche ai ragazzi della nuova generazione. Non per le prossime elezioni, tanto quelle le vince il centrosinistra. Con i danni che ha fatto Meloni è chiaro che vinceremo noi».

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