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Esclusiva

Marzo 7 2020.
 
Ultimo aggiornamento: Marzo 17 2020
Vacanza per i bambini ma disagio per i genitori

La decisione del governo di chiudere le scuole fino al 15 marzo ha creato tanti problemi ai genitori. La testimonianza di una mamma

Le scuole, dal 5 marzo, sono chiuse e questo ha portato disagi alle famiglie, soprattutto per i bambini dai 0 ai 13 anni (che in Italia sono 7.385.426 secondo i dati Istat del 2019). Nonni e babysitter non sempre sono disponibili e gestire questa situazione diventa difficile. Ne sa qualcosa Alessandra, mamma di Francesco (ultimo anno di materna).

Come vi state organizzando?

«Giorno dopo giorno, non ho un programma stabilito. Purtroppo i miei sono lontani e da una parte lavorare con mio marito Damiano, che è libero professionista, mi dà un vantaggio: se succede qualcosa mi posso sempre allontanare con Francesco. Il primo giorno di interruzione scolastica l’abbiamo portato con noi a lavoro, ma per me, che stavo nella stessa stanza, produttivamente non è stato facile. L’ho anche dovuto mettere davanti al computer a guardare i cartoni, che è abbastanza diseducativo. Per Francesco è una vacanza, lo capisco, ma per me no: portarlo al parco vuol dire non andare al lavoro. Questo lo posso fare il pomeriggio, come lo faccio abitualmente quando esce da scuola. Volevo portarlo dai miei a Frosinone, ma rischio che si ammali di influenza viste le temperature e mio padre lavora, per cui non hanno tempi diversi dai nostri».

Per la prossima settimana come pensate di fare?

«Non ho proprio idea. Se poi questa situazione continuerà fino a aprile, come stanno ipotizzando, saranno problemi seri. Oggi, ad esempio, ho portato Francesco da mia suocera che ha la badante, che può aiutarla. Creare ad esempio una rete di mamme che pagano la stessa babysitter è impossibile, perché riunendo tutti i bambini in uno stesso ambiente c’è il rischio di esporli al virus. Nella disperazione ti devi accontentare di quello che trovi».

Altri genitori che conosci hanno i vostri stessi problemi? «Sì. C’è una mamma che è riuscita a far tornare prima il marito dal lavoro, che sta 2-3 giorni fuori Roma, comprese le notti. Lei la mattina ha chiesto lo smart working e ha anticipato l’orario di lavoro della tata. Anche lei ha i genitori lontano. Un’altra mamma, invece, va in ufficio il pomeriggio per cui la mattina sta con la bambina ma all’ora di pranzo deve andare via. Ha richiamato anche lei la tata, che è una signora, che ha dovuto portare i suoi nipoti a casa della bambina per farli giocare insieme, per far coincidere i vari impegni».