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Esclusiva

Marzo 24 2020
Il Mercato di Fondi, il cuore della zona rossa che continua a battere

Una città blindata e un lavoro che va avanti senza sosta. Voci, paure e difficoltà di uno dei principali centri italiani ed europei di smistamento dell’ortofrutta

«Un pollice sollevato. Mi sveglio ormai sperando di rivedere quest’immagine ogni mattina». Quello a cui fa riferimento il commerciante Carlo è il pollice degli operatori sanitari presenti ai cancelli del Mercato di Fondi. Un gesto semplice e che da qualche giorno dà l’ok agli operai per l’ingresso in struttura dopo il controllo dei termoscanner. Ai tempi del Coronavirus, la giornata di lavoro in zona rossa inizia così.

«L’ansia più grande – continua Carlo – si vive in quel momento e in pochi secondi. Il “test” della temperatura ai tornelli è una cosa nuova, alla quale nessuno era abituato. Questo virus sembrava lontano, adesso è tra noi».

Il Mercato di Fondi, il cuore della zona rossa che continua a battere
Operatori sanitari ai cancelli del Mercato Ortofrutticolo di Fondi per il controllo con i termoscanner

Il MOF è un frenetico formicaio che proprio non può fermarsi. Una città nella città all’interno della zona rossa. È un luogo di incontro. Una struttura estesa e imponente che sorge all’altezza di Viale Piemonte e che da decenni assicura occupazione ai cittadini e distribuzione di prodotti ortofrutticoli al Paese.

La sveglia per molti degli addetti ai lavori suona prima delle 5 del mattino. Il movimento, all’interno, comincia senza la luce del sole. «Tanti sono costretti a stare a casa, noi ora non possiamo perché dobbiamo fare il nostro dovere. La nostra terra ci ha insegnato a soffrire e a dare sempre una mano al prossimo», racconta Massimo, volto storico del Mercato. 

Lui è un intermediario. È tempestato di chiamate che arrivano da Nord a Sud e si occupa del controllo della qualità della merce prima della spedizione. «Ora che le richieste aumentano – precisa – gli “errori” sono dietro l’angolo e sbagliare non è consentito»

I militari presidiano i confini del Comune e a Fondi tutti hanno l’obbligo di esibire l’autocertificazione per gli spostamenti. I problemi sono così anche quelli di operatori e contadini con case o terre fuori dalla città. Persone che hanno l’esigenza di varcare quella parete invisibile più volte al giorno come Antonio, contadino da una vita. «Entrare e uscire dal territorio – dice – è diventato difficile. E i giorni di chiusura e la restrizione degli orari dell’attività del Mercato non aiutano. Cerchiamo di spostarci poco ma i rallentamenti, soprattutto per il trasporto e la consegna dei prodotti, sono inevitabili».

Il Mercato di Fondi, il cuore della zona rossa che continua a battere
Il lavoro all’interno del MOF

Con l’ordinanza di “chiusura” della città il mercato è ora sotto osservazione per assicurare a gran parte dell’Italia lo spostamento di beni primari. Quello di cui c’è bisogno.

Le cronache degli ultimi giorni raccontano però di merci rispedite ai mittenti perché “provenienti dalla zona rossa”. Come se evidenze scientifiche mostrassero una contaminazione del cibo dopo il passaggio nei territori a rischio. «È successo, ma fa parte del gioco in questa situazione. Noi continuiamo a lavorare senza polemiche», spiega Bruno, giovane camionista del posto.

Il lavoro nel Mercato va avanti rispettando le regole. A generare paura è la psicosi collettiva, sempre alla ricerca di un nemico contro cui scagliarsi. Il cuore di Fondi, nel silenzio della “chiusura”, continua a muoversi per necessità. Anche contro i pregiudizi.