Esclusiva

19 Dicembre 2020
«Lasciate parlare l’immagine»: De Bellis entra nella squadra di Zeta

Il direttore di Sky TG24 Giuseppe De Bellis ha incontrato i 24 praticanti del Master in Giornalismo e Comunicazione della Luiss per dare il via al suo ciclo di lezioni sul giornalismo televisivo. Al centro del primo incontro le sfide future del giornalismo televisivo e la contaminazione dei social nella produzione dei contenuti multimediali

«Anche io vengo da una scuola di giornalismo. E credetemi, se ce l’ho fatta io a diventare cronista, inviato e direttore di testata, la vostra strada non sarà più complicata»: comincia così la sua lezione, sorridendo in video-collegamento, il direttore di Sky TG24 Giuseppe De Bellis. I 24 giornalisti praticanti del Master in Giornalismo e Comunicazione della Luiss ascoltano con attenzione, chi da casa dietro lo schermo di un computer, chi in presenza nella redazione della Scuola di Via Pola per garantire il rispetto delle regole del distanziamento sociale. Quello con De Bellis è soltanto il primo di un ciclo di incontri e lezioni che gli studenti troveranno in questo secondo anno di Master appena cominciato.

Dopo la scuola di giornalismo, la carriera di De Bellis comincia subito con lo sport: il Foglio e il Giornale le sue prime testate di appartenenza, e poi la cronaca, gli esteri, fino ad arrivare alla fondazione della rivista sportiva Undici. Nel 2018 approda a Sky Sport 24, per poi diventare direttore di Sky TG24, all news della piattaforma legata al network internazionale di Sky News. Il tempo di mettere da parte le presentazioni e si comincia subito con lo spiegare il palinsesto ordinario di una testata come quella di Sky TG24: «si comincia ogni giorno alle 06:00, ed è proprio nella fascia della mattina che ci giochiamo lo share televisivo più alto, circa il 10%, contendendoci con le nostre rivali all news il 25% di tutto ciò che gli italiani guardano la mattina», spiega il direttore.

Le news della tarda mattinata, i telegiornali delle ore del pranzo e della cena, i programmi di approfondimento del pomeriggio e il format televisivo dei dibattiti della prima serata, diversi da quelli delle reti tradizionali: così De Bellis elenca e spiega con esempi concreti le caratteristiche principali del lavoro quotidiano di una all news. «Quando sono nate le all news l’idea era di avere un rullo di notizie aggiornate costantemente, per questo sono state utili fino a quando non si è capito che i social media vincevano la guerra della velocità», dice il direttore, arrivando al cuore della questione: «Ormai quando lo spettatore guarda la tv ha già un’infarinatura di un’eventuale breaking news. Il nostro rullo informativo si alterna infatti con approfondimenti che crescono col passare delle ore. Il nostro lavoro inizia quando finisce la news così com’è nata. È per questo che la Tv non può pensare di fare una battaglia di velocità con i social, la perderebbe». Lo scopo della all news televisiva deve essere infatti la qualità del prodotto informativo, la ricchezza delle immagini.

Ed è proprio sul senso dell’immagine che De Bellis insiste sull’insegnamento principale, già recepito più volte dai praticanti della Scuola “Baldini” anche da Claudio Lavanga di NBC News, loro insegnante di produzione di servizi televisivi: «Ci sono casi in cui un bravo giornalista televisivo potrebbe limitarsi al montaggio efficace delle proprie immagini, senza proferire parola su quello che ha visto e che può testimoniare come farebbe invece un giornalista della carta stampata». Campo libero al silenzio dunque, per restituire alle immagini la dignità di un racconto essenziale, che colpisca lo spettatore nella realtà di quello che è il mondo reale. «Può sembrare complicato a parole, ma vi assicuro che l’effetto finale, se ben costruito, può davvero rappresentare un’occasione unica di spazio informativo».

E sarà sulle immagini e sul rapporto che queste ultime hanno creato negli ultimi anni tra web e televisione che le domande degli studenti si concentrano. Perché è così difficile far sbarcare in Italia le app digitali che accelerano l’unità di diversi servizi informativi? Quali capacità deve avere un giovane giornalista televisivo nel panorama complicato di oggi? E come vincere la competizione d’immagine con i social per catturare l’attenzione dei fruitori più giovani? De Bellis risponde riportando l’esempio di uno spettatore qualunque indaffarato in impegni quotidiani a casa, con la televisione accesa ma a basso volume: «È in quel caso che la nostra all news può informare. Possiamo parlare ai cittadini senza per forza dover usare le parole, ma facendo un lavoro di qualità sulle immagini che permetta al cittadino di vivere la sua vita ed essere contemporanemente parte del nostro sistema informativo. È una linea sottile che divide questa modalità dall’informazione dei social, che capirete col tempo».

Anche questo infatti sarà l’oggetto delle prossime lezioni nel 2021 con Giuseppe De Bellis: la contaminazione tra social e giornalismo televisivo, la scrittura autoriale dei programmi televisivi, la costruzione gerarchica di un telegiornale all news, e molto altro ancora. Il secondo anno del Master si preannuncia quindi già intenso. Dopo Carlo Bonini, Mario Calabresi, Annalisa Cuzzocrea e Angelo Carotenuto anche il direttore di Sky TG24 entra a pieno titolo nella grande comunità di Zeta e della Scuola di giornalismo della Luiss Guido Carli.