Esclusiva

22 Febbraio 2021
Cinecittà Si Mostra, riapre la fabbrica dei sogni

Con il ritorno del Lazio in zona gialla, riaprono i cancelli della città del cinema. I visitatori potranno immergersi nei loro film del cuore, passeggiando tra gli oggetti di scena, città in polistirolo e mostre fotografiche e audiovisive.

Quando gli chiesero quale fosse la città in cui avrebbe preferito vivere, Federico Fellini rispose “Cinecittà”. Gli studi cinematografici più importanti di Italia, l’Istituto Luce Cinecittà, sono la capitale del cinema, con i suoi monumenti, come la testa di Venusia de Il Casanova felliniano, il buddha di Gangs of New York, il colosso di Ben Hur, le sue strade, il suo bar e i suoi luoghi storici, come la casa e il vialetto di Un medico in famiglia.

Cinecittà
La testa della Venusia. ©Erma Pictures

Eppure non è una città come le altre, come in un film le costruzioni appaiono e scompaiono, cambiano forma, le loro pareti sono di polistirolo e i gradini delle loro scale di vetro resina. Come un grande attore può vestire i panni dei sobborghi di New York, delle praterie americane, dei villaggi del vecchio west, travestirsi da Firenze, o cospargersi di neve e prendere le forme della vetta più alta del mondo, l’Everest. E ancora dell’Impero Romano, del tempio di Gerusalemme o del balcone di Verona, da cui la Giulietta shakespeariana si affacciava per ascoltare le parole d’amore del suo Romeo.

Cinecittà
Il set dell’antica Roma, ©Andrea Martella

«Cinecittà è un polo attrattivo, non solo produttivo, di fama mondiale, guardare con i propri occhi la gloria del cinema italiano, che dopo quello statunitense, è il più creativo e amato dagli spettatori di tutto il mondo», racconta Marlon Pellegrini, Capo Ufficio Stampa Istituto Luce Cinecittà, che ci ha accompagnato per un pezzo del percorso. «Col ritorno del Lazio in zona gialla il pubblico può di nuovo accedere all’interno dei mitici stabilimenti cinematografici di Via Tuscolana 1055 grazie a Cinecittà Si Mostra, percorso che permette di visitare gli studi di Cinecittà e le mostre permanenti».

Dal 2019 è inaugurato il museo che questa storia la racconta dagli albori. Il MIAC, Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, in 12 sale tematiche e un corridoio che funziona come una linea del tempo, grazie a ingegnosi giochi di luci e suoni, immerge il visitatore nel patrimonio audiovisivo italiano, dalla nascita del cinema nel 1895, fino all’avvento della televisione e del web.

Cinecittà Si Mostra, riapre la fabbrica dei sogni
Dentro il MIAC, ©Erma Pictures

Vicino al MIAC, la mostra Ri-tratto rosso – Elisabetta Catalano guarda Federico Fellini, dedicata a Elisabetta Catalano, fotografa di fama internazionale scomparsa il 4 gennaio del 2015. Proprio a Cinecittà, nel 1968, una giovane comparsa sul set del film 8½, tra una pausa e l’altra, per passare quel tempo lento che Fellini era solito lasciare percorrere affinché la riuscita cinematografica fosse perfetta, si divertiva a fotografare gli attori. Fellini si accorse subito di lei e dei suoi ritratti. Iniziò così il lungo sodalizio artistico tra Catalano e il regista, siglato dal colore rosso. Rosso come la sciarpa del regista e come il pennarello con cui la fotografa segnava i suoi scatti più belli, rosso come la grande stanza di Cinecittà dove sono esposti alcuni dei ritratti più belli.

Cinecittà Si Mostra, riapre la fabbrica dei sogni
Ri-tratto rosso – Elisabetta Catalano guarda Federico Fellini

Gli studi di Cinecittà sono una meta perfetta per gli amanti del cinema che si sentono orfani oggi della sala cinematografica. Durante la Seconda Guerra Mondiale a Roma, dopo i bombardamenti di San Lorenzo del 1943, molti erano orfani di casa, le persone si riversavano negli studi in cerca di un rifugio. Da qui prende vita l’esposizione Girando a Cinecittà nella Palazzina Presidenziale, un percorso che attraverso i generi cinematografici – commedia all’italiana, spaghetti western, polizieschi e colossal – rende omaggio agli interpreti più famosi e alle pellicole più celebri attraverso una ricca selezione di immagini fotografiche, montaggi di estratti filmici e un’accurata selezione di costumi.

Cinecittà Si Mostra, riapre la fabbrica dei sogni
Il saloon western dell’esposizione Girando a Cinecittà ©Andrea Martella

All’interno del MIAC un rullo scorre sopra la testa dei visitatori. È l’originale, lo sviluppo delle pellicole più importanti del cinema, non solo italiano, è stato sviluppato lì. Ai visitatori basterà alzare lo sguardo per entrare nel vivo dei loro film preferiti. «Cinecittà è la fabbrica dei sogni, anche riaprirla al pubblico significa realizzare un sogno, far entrare i visitatori nella magia della più antica e contemporanea delle arti, il cinema, con i piedi, con la testa e con il cuore».