Esclusiva

26 Aprile 2021
Una notte al centro vaccini di Fiumicino

All’hub dell’aeroporto Leonardo da Vinci le vaccinazioni vanno avanti fino alle 24. Un esperimento riuscito per velocizzare la campagna di immunizzazione

Non c’è coda all’hub vaccinale di Fiumicino. Qualcuno conversa davanti all’ingresso, mantenendo la distanza, con la mascherina ffp2 a coprire bocca e naso sul volto illuminato dalle luci al neon verdi, bianche e rosse. Da lontano è un enorme tricolore che ravviva il buio della periferia vicino all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. 

Nessuno è in fila per entrare, i familiari di chi è dentro per il vaccino aspettano all’esterno. È notte, sono da poco passate le 22 – l’ora del coprifuoco da novembre 2020 – però il centro di Fiumicino non si spegne. Da fine marzo, dalle 20 alle 24, c’è l’ultimo turno della giornata, quello serale, per somministrare i vaccini a chi di giorno non può o non riesce ad andare.

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Tutto intorno le strade sono silenziose e vuote, ogni tanto passa un’auto che rallenta e entra nel parcheggio. Una ragazza legge seduta su grossi separatori di plastica, di solito usati per deviare il traffico o interrompere il passaggio lungo la carreggiata quando i lavori sono in corso. Delimitano quella che una volta era l’area di parcheggio di lunga sosta per i viaggiatori diretti all’aeroporto, ora in parte occupata dal centro vaccini. 

«Qui passa chi deve entrare, qui chi va via» spiegano Francesco Sforza e Giorgio Liberati Petrucci, due medici neolaureati che lavorano per la Croce Rossa nella campagna vaccinale. 

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Le enormi tensostrutture che sembrano i padiglioni di una fiera dell’artigianato o del design coprono 1500 metri quadrati e sono gestite dalla Croce Rossa Italiana. L’hub di Fiumicino ha aperto lo scorso 11 febbraio grazie alla collaborazione tra Regione Lazio, Aeroporti di Roma e Croce Rossa.

Il brusio di sottofondo è interrotto da qualche battuta che saltuariamente supera il volume medio. Tra il personale si conoscono bene, abituati a lunghi turni di lavoro. Sono quasi tutti molto giovani: medici, infermieri e volontari che tengono sotto controllo la situazione. All’entrata avvengono le operazioni di sanificazione e si utilizza il termoscanner per misurare la temperatura, poi c’è l’area amministrativa, sulla scrivania plichi altissimi di moduli da far compilare. Nei primi box, tra le pareti azzurre, i medici fanno l’anamnesi, nei secondi gli infermieri somministrano il vaccino. 

Una notte al centro vaccini di Fiumicino

L’inoculazione del siero, solo AstraZeneca, è veloce. Non provoca alcun dolore, si vede dall’espressione di chi è seduto con il braccio scoperto. Le dosi sono conservate ad una temperatura di 4° dentro frigoriferi grigi. Poco prima della somministrazione una dottoressa prepara le fiale. Alla fine del percorso c’è la sala d’attesa, uno stanzone pieno di sedie perfettamente allineate, dove chi ha appena fatto il vaccino aspetta 15 minuti per verificare che non ci siano effetti collaterali immediati. Subito fuori, oltre l’ultima porta a vetri, c’è il centro di primo soccorso, vuoto ma pronto all’evenienza. 

Escono tutti sorridenti dall’hub. Sono over sessanta, la fascia di età della popolazione a cui finora spetta la vaccinazione. Qualcuno è venuto di notte perché di giorno lavora, la maggior parte perché «era il primo posto disponibile», come spiega una signora, «ma sono contenta, non ho trovato traffico». «È stata mia moglie a prenotare, meglio di sera che in orario lavorativo» si giustifica un altro. 

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Per andare a fare il vaccino di notte è necessaria l’autocertificazione. Il turno serale al centro vaccinale di Fiumicino, l’unico del Lazio e tra i pochi in Italia ad offrire questo servizio, «è stato introdotto per chi non può andare di giorno per motivi di lavoro e per aumentare e ottimizzare la capacità funzionale del centro – spiega il dottor Sforza – perché altrimenti tutte le dosi che stiamo somministrando stasera sarebbero state rimandate a domani». A Fiumicino ci si vaccina solo su prenotazione, sette giorni su sette, fino alle 24. La struttura include 25 postazioni che permettono di inoculare fino a 3000 dosi al giorno. Una modalità nuova per accelerare la campagna di immunizzazione che funziona.

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