Esclusiva

Dicembre 6 2021.
 
Ultimo aggiornamento: Dicembre 22 2021
Elena La Stella

“Ho cambiato tre licei in due anni, ho imparato a calcolare l’apporto calorico di ogni pasto, ho rinunciato a uscire con gli amici, alle feste e alla vita sociale per inseguire il mio sogno: ballare”. Elena La Stella, una étoile alla Luiss. Romana de Roma, è figlia d’arte: i genitori sono entrambi musicisti. Inizia a ballare a quattro anni, ma per lei è solo un passatempo. A tredici la sua passione per la danza fa il salto di qualità: con l’inizio del liceo entra alla scuola del Teatro dell’Opera di Roma, “talmente impegnativa che ho dovuto frequentare un liceo serale, l’unico che mi lasciava il tempo per le prove e gli spettacoli”.

Dopo la maturità inizia a collaborare con la compagnia “Daniele Cipriani Entertainment”, che la porta a esibirsi in tutta Italia. Nel ballo, come nella vita, Elena è eclettica: ama non solo la danza classica, ma anche quella contemporanea e la salsa. Concilia l’università con la carriera di ballerina professionista e si laurea in scienze della comunicazione all’università degli studi di Roma “Tor Vergata”.

Elena La Stella

La pandemia, con la chiusura dei teatri, ha interrotto il suo percorso professionale; “ma se non ci fosse stata, sarebbero stati i miei tendini troppo logori a impedirmi di continuare”. Pragmatica e severa con se stessa, Elena dice addio al palco. 

Consegue la laurea magistrale in “marketing e comunicazione d’impresa” alla Lumsa di Roma, con una tesi sulla blockchain nelle sponsorizzazioni sportive. “La blockchain permette scambi e la registrazione di informazioni che diventano accessibili a tutti quelli che partecipano. È democratica perché si possono eliminare gli intermediari, come le banche, e tutti  ne hanno il controllo. Certo, non si possono nascondere i molti difetti: inquina molto e richiede molta energia, è molto volatile e quindi rischiosa”. 

La sua passione per questa professione si è rivelata col tempo, come era accaduto per la danza. “Non sono nata con il mito del giornalismo, ma mi sono resa conto di essere molto curiosa, mi piace scavare e approfondire le cose che mi appassionano e credo di riuscire a comunicare bene quello che scopro”. Queste doti unite alla disciplina, alla capacità di affrontare il sacrificio, al rigore nei confronti di se stessa sono indispensabili per la giornalista che vuole essere.