Esclusiva

Luglio 17 2022
Dalle fabbriche di munizioni ai campi da gioco, l’alba del calcio femminile

La storia del Dick, Kerr Ladies FC, il più famoso dei club calcistici nati tra le operaie inglesi durante la Prima Guerra Mondiale

«E voi vi definite una squadra di calcio?» Comincia da questa semplice battuta la storia della squadra femminile più famosa della storia. Se oggi una frase del genere sembrerebbe una presa in giro come tante, il contesto la rende rivoluzionaria. Siamo nell’ottobre del 1917, in un freddo pomeriggio d’autunno a Preston, Inghilterra centrale, nel cortile della Dick, Kerr & Co, fabbrica di componenti ferroviari riconvertita alla produzione di munizioni durante la Prima Guerra Mondiale. Alcuni operai stanno giocando a calcio nella pausa quando dal pubblico qualcuno osa criticare le loro doti sportive. Niente di eccezionale se non fosse che la presa in giro viene da una donna: Grace Sibbert. I ragazzi, con fare sbruffone, invitano le colleghe a unirsi alla partita e secondo i racconti fu così che ebbe luogo il primo match del Dick, Kerr Ladies FC.

Le ragazze della Dick, Kerr non furono né le prime né le sole che cominciarono a giocare a calcio in quel periodo. La mancanza di operai causata dalla leva di massa e l’enorme quantità di materiale bellico richiesto dalla guerra aveva fatto sì che nelle fabbriche i posti prima occupati dai soldati al fronte venissero presi dalle loro mogli e sorelle. Per rendere sopportabili gli estenuanti turni di lavoro occorreva organizzare anche dei momenti ricreativi per tenere alto il morale delle operaie: lo sport e il calcio nello specifico giocarono subito un ruolo preminente. Non era però la prima volta che le donne in Inghilterra si dedicavano a quello che allora veniva considerato uno sport prettamente maschile. Già nel 1895, tre anni prima che venisse organizzato il primo campionato di calcio italiano, si erano tenute tra Inghilterra e Scozia alcune partite che avevano visto protagonista il British Ladies Football Club, fondato dall’attivista per i diritti delle donne Nettie Honeyball insieme alla giornalista e scrittrice Lady Florence Dixie. Lo sviluppo dello sport femminile si era sempre accompagnato a rivendicazioni sociali di più ampia portata e anche durante la Prima Guerra Mondiale gli stessi fenomeni che avrebbero portato le donne inglesi a ottenere il diritto di voto nel 1918 favorirono lo sviluppo del calcio femminile.

Il primo incontro ufficiale delle Dick, Kerr Ladies venne disputato il giorno di Natale del 1917 sul campo del Preston North End, la squadra che aveva trionfato nel primo campionato inglese della storia. Le avversarie erano le dipendenti della Coulthard Factory e lo scopo del match era raccogliere fondi per i mutilati di guerra dell’ospedale locale. La causa benefica e la curiosità di vedere delle donne giocare a calcio spinsero oltre 10.000 persone a presentarsi sugli spalti per assistere alla vittoria per 4-0 delle Dick, Kerr Ladies. Per Gail Newsham, autrice del libro In a League of their own!, la partita del Natale 1917 segnò «l’inizio del più fenomenale successo nella storia dello sport femminile».

Dalle fabbriche di munizioni ai campi da gioco, l’alba del calcio femminile
Le Dick Kerr Ladies durante la tournée negli USA del 1922

A rendere unica la storia delle ragazze di Preston fu lo status di celebrità che raggiunsero negli anni immediatamente successivi alla fondazione del club, anche grazie alle capacità dirigenziali di Alfred Frankland, un dipendente della fabbrica che intuì immediatamente il potenziale mediatico e commerciale dell’iniziativa e agì come dirigente del club. La squadra ottenne presto la fama di migliore formazione femminile dell’Inghilterra e nel 1920 affrontano anche una rappresentativa francese nel primo match internazionale nella storia del calcio femminile. A innalzare di volta in volta il livello della squadra contribuivano delle vere e proprie operazioni di calciomercato: quando una giocatrice avversaria rivelava particolari qualità, Frankland non esitava a proporle di entrare a far parte del proprio club. Gli “acquisti” erano sostenuti dall’azienda che, avendo capito il potenziale promozionale della squadra, offriva lavoro alle nuove giocatrici per permettere loro di allenarsi con le compagne. Il primo trasferimento avvenne nel settembre 1918 con il passaggio dell’attaccante Molly Walker dalle Lancashire Ladies alla formazione di Preston.

La leggenda delle Dick, Kerr Ladies è legata anche ad alcune iconiche giocatrici che vestirono la maglia a strisce bianconere. Alice Kell, la prima capitana, era una ragazza di Southport cresciuta giocando a calcio con i suoi fratelli, cosa inusuale in un periodo in cui lo sport era considerato inadatto alle donne. Nel 1920 arrivò invece Alice Woods. Prima di dedicarsi al calcio, Woods era stata la prima donna a vincere una gara di corsa disputata sotto l’egida della Amateur Athletic Association durante il meeting di Blackpool del 1918, il primo della storia aperto anche alle donne. Anche lei cominciò a giocare a calcio mentre lavorava in una fabbrica di munizioni a Sutton: i suoi genitori erano contrari, ma Alice si allenò con il fratello, attaccante dell’Halifax Town, e nel 1920 segnò per le Dick, Kerr il primo gol nel corso dell’incontro con la rappresentativa francese.

Dalle fabbriche di munizioni ai campi da gioco, l’alba del calcio femminile
Il bacio tra Alice Kell e la capitana francese Braquemond prima del match del 1920

Ma la giocatrice più famosa della storia del club fu Lily Parr. Nata nel 1905, arrivò alla corte di Frankland appena quindicenne mostrando da subito un carattere anticonformista e refrattario alle regole. Alta un metro e ottanta, con un fisico imponente, ebbe la fama di «una donna che calciava come un uomo». Un giorno, quando la sua reputazione di grande attaccante si era già diffusa, durante un riscaldamento prepartita venne sfidata dal portiere di una squadra professionista maschile: «Sembrerai anche brava a giochicchiare tra ragazze, ma non segneresti mai contro di me». Parr allora posizionò la palla sul dischetto del rigore e calciò con una potenza tale che il portiere si ruppe il braccio nel tentativo di bloccare il tiro. Giocò fino al 1951 segnando 108 gol nella stagione 1921, in cui le Dick, Kerr Ladies vinsero tutte le 67 partite giocate, e 135 nel 1938-39, per un totale in carriera di oltre 1000 marcature. Dopo il ritiro convisse con la compagna di squadra Mary, senza fare mistero della loro relazione quando l’omosessualità in Inghilterra era ancora reato. Morì nel 1978 anni dopo aver subito l’asportazione di entrambi i seni a causa di un tumore. Nel 2002 fu la prima donna a essere inserita nella Hall of Fame del calcio britannico e la prima, nel 2019, ad avere una statua nel National Football Museum di Preston.

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Il successo delle Dick, Kerr Ladies sopravvisse alla Prima Guerra Mondiale e le ragazze vollero continuare a giocare per dimostrare di poter essere molto di più di una pittoresca attrazione tollerata soltanto per le finalità benefiche della loro attività. Il 26 dicembre del 1920 giocarono al Goodison Park di Liverpool contro la squadra di St Helens davanti a un pubblico di 53.000 persone, allora secondo soltanto ai 63.000 che avevano assistito al derby di Manchester del mese precedente. Il loro successo non era però gradito alla Football Association, che in quel periodo era in piena espansione e temeva la concorrenza dello sport femminile. Per questo il 5 dicembre 1921 la FA proibì alle proprie società di prestare i loro stadi alle squadre femminili e dichiarò il calcio «inadatto alle donne». Le ragazze di Preston cementarono il loro mito continuando a giocare nonostante il divieto e nel 1922 andarono anche in tournée negli Stati Uniti. La squadra rimase attiva fino al 1965, appena prima che nel 1969 venisse organizzato il primo campionato femminile inglese, per il quale la perseveranza delle Dick, Kerr Ladies fu sicuramente un’ispirazione fondamentale.