Esclusiva

Agosto 3 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Luglio 25 2022
Procida, l’isola che non isola

Il viaggio nelle storie della Capitale Italiana della Cultura 2022

Nel giardino di limoni dell’Albergo Eldorado, luci e ombre scompigliavano le mani tumultuose e i piedi nudi di Elsa Morante. Sulla Spiaggia del Pozzo Vecchio, le acque lente lambivano le poesie di Mario, il Postino di Neruda interpretato da Massimo Troisi, per l’amata Beatrice.

L’isola di Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022, incornicia tra le insenature un saliscendi di borghi e barche di pescatori, cortili variopinti e memorie. Tra le celle di Palazzo d’Avalos, l’ex carcere borbonico che domina la cima medievale di Terra Murata, il mare bussa alle finestre e dalle pareti il tempo gratta via donne sbiadite di carta. L’antica reclusione respira nuova libertà con le installazioni dei cinque artisti della mostra di arte contemporanea SprigionArti, che sfiorano le sbarre attorcigliate nella vegetazione, ravvivano le file di brandine consunte e abbattono le barriere. Il porto di Marina di Corricella, un pentagramma arcobaleno di case marinare, tira le reti e insegue su banchine e balconi le note dei canti della tradizione napoletana con il coro di Opera (a) Mare. Sul molo, cullati dallo sciabordio dorato del tramonto, gli autori del festival letterario Procida Racconta leggono le storie degli abitanti dell’isola.

Procida, l'isola che non isola

«Procida Racconta nasce come gioco letterario che rovescia l’assunto pirandelliano e ospita sei autori in cerca di un personaggio» spiega Andrea Palombi, direttore della casa editrice Nutrimenti, che nel 2014 ha aperto la prima libreria dell’isola e con la scrittrice Chiara Gamberale ha ideato il festival. Sei scrittori sbarcano a Procida, scoprono l’isola, scovano le storie e raccontano un abitante. «In un’edizione precedente, Walter Siti ha raggiunto a piedi il cimitero e ha scritto il racconto sul guardiano» racconta Palombi. Nell’edizione attuale, che ha coinvolto anche il narratore internazionale Gavin Francis, affascinato dalle isole, e il vincitore del Premio Strega 2021 Emanuele Trevi, protagonista della lectio magistralis su L’isola di Elsa Morante, ha partecipato anche il cantautore Michele Bravi. «Due signore anziane, entrambe di nome Graziella, hanno accolto Michele nella loro casa. Il nome Graziella è un simbolo per Procida, ricorda la ragazza bella e semplice che ha conquistato il giovane scrittore francese Alphonse de Lamartine durante il Grand Tour in Italia. La protagonista dell’omonimo romanzo ottocentesco, manifesto del romanticismo, è celebrata ogni anno sull’isola con un concorso di bellezza in costume procidano tradizionale» racconta Palombi. «Michele ha scritto un racconto sul significato dell’essere donna a Procida, sulle passioni, sulle occasioni mancate e sui ricordi delle due signore».

Anche lo scrittore Mattia Zecca ha spolverato l’isola di parole. «Ho raccontato l’amicizia tra Carlo, che vive l’autismo e ricerca la dimensione che tutti cerchiamo, l’amore degli altri, e Luigi, che ha affrontato la voragine della depressione» spiega. «Da soli, sono isole diverse, ma insieme diventano arcipelago e sono liberi di essere sé stessi».

L’innamoramento di Zecca per Procida, «isola talmente autentica, carica di storie, densa di vita e di bellezza da non esserne consapevole fino in fondo», si nutre anche delle peripezie del giovane Arturo di Elsa Morante. «L’Isola di Arturo non ha tempo, racconta la crescita individuale, l’adolescenza, la scoperta di sé. Il momento in cui abbandoniamo l’isola per andare incontro al mondo, è il momento in cui cresciamo». Elsa Morante non ha mai abbandonato Procida. «Ah, io non chiederei d’essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua».

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