Esclusiva

Gennaio 4 2023
Pace lontana ma Putin perde la guerra dell’informazione

Obiettivi a breve e lungo termine sull’Ucraina secondo il Direttore generale del Maeci Terracciano

Una pagina, massimo due, sui maggiori quotidiani nazionali è lo spazio riservato a Ucraina e Russia nei primi giorni del 2023, eppure il conflitto prosegue ancora cruento. Kiev ha concluso l’anno al buio e al freddo, sventrata dai missili russi, ma ha risposto con uno dei più duri attacchi di questi dieci mesi di guerra, quello alla caserma di Makiivka del 2 gennaio. Il Cremlino ha riconosciuto 63 morti, poi 89, ma le truppe di ucraine ne reclamano almeno 400.

Il primo anniversario dell’invasione russa si avvicina senza una vera distensione del conflitto in vista e mentre il presidente Zelensky nel suo discorso di Capodanno afferma che non ci sarà nessun perdono per gli oppressori, Putin in un messaggio omologo alla sua nazione si rivolge ancora all’Occidente, accusandolo di aver mentito sulla pace per preparare un’aggressione alla Russia, indebolirla e dividerla. Rimane fermo, tuttavia, l’impegno della Nato e dell’Europa e dell’Italia a garantire sostegno economico e diplomatico alla resistenza ucraina.

«Se parliamo del conflitto in senso stretto, le priorità italiane sono tre», afferma Pasquale Terracciano, Direttore generale del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci). «Sostegno all’Ucraina, alla sua sovranità, integrità territoriale e indipendenza, pressioni sulla Russia attraverso le sanzioni per aumentare i costi dell’invasione e indurre Mosca a porvi termine e sostegno al mantenimento di canali di dialogo tra le parti affinché, quando le condizioni lo consentiranno, possano essere sfruttati per avviare un negoziato serio, che Kiev possa portare avanti sotto il proprio pieno controllo, determinando liberamente il proprio destino»,  questi i tre punti saldi del ministero.

«Nel brevissimo periodo dobbiamo aiutare Kiev a superare l’inverno e continuare a diversificare le nostre fonti di approvvigionamento per liberarci definitivamente dalla dipendenza energetica da Mosca», a lungo termine, tuttavia, è necessario iniziare a immaginare il nuovo assetto internazionale a cui porterà la fine del conflitto, che per l’Occidente significa far arrivare l’Ucraina «al tavolo delle trattative in una condizione di parità».

È la comunicazione, in particolare la comunicazione strategica, a ricoprire quindi un ruolo fondamentale in questa fase dello scontro. Come il Direttore ha affermato anche durante il convegno“Ucraina in Europa: identità, storia, sicurezza e prospettive”, tenuto alla Luiss lo scorso 16 dicembre,  «il conflitto russo-ucraino ha provocato un cambio di paradigma nella comunicazione strategica occidentale».

In seguito all’incremento, quantitativo e qualitativo, della disinformazione russa si è reso necessario non solo rafforzare gli strumenti di fact-checking e de-bunking, ma soprattutto estendere di pre-bunking, ossia la «rivelazione ex-ante delle intenzioni russe, resa possibile grazie alla pronta declassifica di informazioni riservate. Ciò non ha evitato catastrofi come quelle di Bucha e Irpin, ma i Governi, le piattaforme dei social media e le organizzazioni, come IDMO, hanno affinato nel corso di questi mesi gli strumenti fondamentali per rendere le nostre società più resilienti alla disinformazione. E oggi possiamo dire con certezza che Putin ha perso la guerra dell’informazione».

La strategia di comunicazione di Putin era già impetuosa nel 2014, quando l’annessione della Crimea e la creazione di due nuovi conflitti in Ucraina e in Georgia hanno incrinato i rapporti con l’Occidente, secondo il Direttore Terracciano – che dal 2018 al 2021 è stato Ambasciatore italiano a Mosca – ma «in seguito all’aggressione contro l’Ucraina ha assunto i tratti di un tatticismo esasperato e talvolta maldestro, che è nostro compito contrastare».

Sul piano internazionale, una delle prossime misure di contrasto sarà il vertice Ue a Kiev del 3 febbraio, per discutere ulteriori aiuti militari e finanziari all’Ucraina, nonostante non sia mai cessata comunicazione di Zelensky con i rappresentanti politici di diversi Paesi dell’Unione. È del 27 dicembre, fra gli altri, il tweet di ringraziamento alla Presidente del consiglio Giorgia Meloni, per l’erogazione di 10 milioni in aiuti economici e l’apertura a un imminente sistema di difesa aerea. Un accordo italo-francese in lavorazione, quest’ultimo, confermato in via ancora ufficiosa dal ministro degli Affari esteri Antonio Tajani lo scorso 3 gennaio su Rai 1.