Esclusiva

Gennaio 19 2024
Waidy Wow, l’app per scoprire Roma attraverso l’acqua

Nel 2020 l’Acea di Roma ha sviluppato un’applicazione per mappare fontane e case dell’acqua, promuovendo la sostenibilità ambientale

A Roma, l’Acea, azienda comunale Energia e Ambiente, ha sviluppato Waidy Wow, un’applicazione che permette di conoscere la storia e l’arte della città, ma anche di incoraggiare le buone pratiche di sostenibilità ambientali tra i cittadini. L’idea è venuta a sei dipendenti di Acea e di Acquedotto del Fiora, partecipata di Acea che opera tra la Toscana e il Lazio. Negli anni Waidy è cresciuta sempre di più ed è riuscita a mappare oltre 50mila punti idrici in tutta Italia: fontane storiche, fontanelle o case dell’acqua. Sono gli stessi utenti che possono segnarli sulle mappe, così da creare una community dell’acqua. Il nome della piattaforma Waidy è un connubio tra Water e Identity e prende spunto dalla natura stessa della capitale. Roma è stata associata all’acqua fin dall’antichità, quando veniva chiamata Roma regina aquarum.

L’obiettivo dei creatori era quello di ridurre la plastica monouso. Chi si registra sull’app può indicare quanta acqua ha bevuto dalle fontanelle o dai chioschi dell’Acea. Il sistema poi calcola quanto di questo materiale è stato risparmiato riempendo le proprie borracce e di conseguenza quanta anidride carbonica è stata evitata non avendo acquistato una nuova bottiglia (dal trattamento della plastica viene emessa Co2). Per incentivare i cittadini ad adottare buone pratiche, la piattaforma retribuisce con “punti Hydra” ogni volta che ne viene registrata una. I punti si possono guadagnare anche partecipando ai contest. Si vince scansionando più qr code apposti sui punti idrici o se si risparmia più plastica di altri, o ancora occupandosi dello stato delle fontane e segnalando eventuali problemi a Waidy. Chi usa l’app può anche “battezzare” i nasoni, così vengono chiamate le fontanelle di Roma, che trova per strada, proponendo i nomi che preferisce. Viene scelto quello più votato dalla comunità.

Tra questi c’è anche quello accanto alla Fontana del Mascherone, nel quartiere Aventino, a cui Jap Gambardella, protagonista del film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, si rinfresca dopo una nottata passata a far festa. Gli ideatori di Waidy hanno sfruttato la grande esposizione della città al cinema e hanno creato nel giugno 2021 il percorso Idrocinematografico, guidato da due giornalisti e critici d’arte: 14 tappe dal Fontanone del Gianicolo fino al Parco degli Acquedotti per ripercorrere i più importanti punti d’acqua romani ripresi nei film. Dopo il cinema, la radio. Qualche mese dopo, a novembre Acea e LifeGate Radio hanno creato Radio Waidy Wow, integrata nell’app, che mette assieme musica e notizie sulla sostenibilità. Sull’applicazione però non c’è traccia della radio, e anche l’ufficio stampa di Acea non ne sa molto.

Una simile mancanza si riscontra nei Waidy Point, ossia quelli che dovevano essere gli sportelli digitali, dove i cittadini si sarebbero recati per effettuare le operazioni legate alla gestione della propria fornitura idrica. Sul sito si legge che sono quattro in tutta l’area metropolitana di Roma, oltre quello di piazzale Ostiense, al secondo piano della sede Acea. Ma quest’ultimo non è più in funzione. I problemi non si fermano qui. L’app non è conosciuta da molti, nemmeno da quelli che si riforniscono alle case dell’acqua Acea in giro per la città. Secondo l’ufficio stampa di Acea «all’inizio le iscrizioni erano state numerose, ma poi c’è stato un calo». L’intento di Waidy è lodevole, ma se non è abbastanza diffusa, non potrà avere l’effetto sperato da chi l’ha progettata. 

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