Un giorno da Million Dollar Babe

Viaggio dentro le tracce del nuovo album della rapper Anna, tra estetica Y2K, deficit dell'attenzione e le pressioni dell’industria
Million Dollar Babe, album Anna 2026

La sveglia che suona troppe volte, le chiavi di casa dimenticate chissà dove, la lavastoviglie svuotata a metà perché distratti da un libro lasciato sul tavolo. Chi vive con un disturbo da deficit di attenzione e iperattività conosce bene questo tipo di giornate. E Million Dollar Babe, il secondo album in studio della rapper Anna, pubblicato il 10 luglio 2026, sembra nato esattamente così.

Esplosa nel 2020 con Bando, l’artista spezzina torna due anni dopo l’uscita di Vera Baddie, disco che ha occupato a lungo le prime posizioni delle classifiche e l’ha resa la donna più importante del rap italiano. Se nel 2024 ha dato voce a tutte quelle ragazze apparentemente toste ma fragili attraverso l’immaginario della baddie, adesso è arrivata la Million Dollar Babe, molto più sfacciata e sicura di sé.

Allo stesso modo, negli ultimi anni, le diagnosi di ADHD sono aumentate in Italia e nel mondo. Tra dibattito pubblico e contenuti social, la consapevolezza collettiva sul disturbo è cresciuta. In molti ne parlano, soprattutto in riferimento a bambini e adolescenti, ma l’idea di cosa significhi conviverci resta ancora confusa.

Spesso la giornata comincia con un risveglio brusco ma carico di entusiasmo. E lo stesso succede all’album. La title track, Don’t Tell Nobody e il singolo White Girl Wasted mettono subito in chiaro il mood. I riferimenti sono la musica pop dei primi anni Duemila di Ke$ha, Katy Perry e Miley Cyrus, la dance elettronica di Skrillex e l’audace estetica Y2K (abbreviazione per Year 2000). Il teaser promozionale, d’altronde, non lasciava spazio a interpretazioni: un ibrido tra le vecchie pubblicità di suonerie in onda su Italia 1 e il mondo di Barbie, tutto rosa, strass e plastica.

Arrivano, però, le distrazioni. Un rumore in casa, un messaggio, un pensiero che spunta dal nulla. Così, dopo le prime tracce, la direzione sembra sfaldarsi e l’album comincia a saltare da un genere all’altro. Il richiamo della trap – e dei featuring – dà vita a Sono io il pass e Safari: la prima con Lazza, la seconda con Astro e Tony Boy. Catalano vira su ritmi reggaeton, Cuore in off apre una finestra più introspettiva e poi, come una sirena dal canto irresistibile, arriva Scontrosa. Una caccia al tormentone con tanto di citazione a Macarena, il brano del duo spagnolo Los del Río del 1993, in collaborazione con il rapper italo-brasiliano G. Mineiro, appena diventato virale sui social con la sua hit Splinter Cell.

A metà giornata (e a metà tracklist) il senso di confusione è inevitabile. Ogni sonorità abbracciata nel tempo da Anna torna a bussare alla porta, chiedendo spazio, e il disco non riesce a dire di no. Eppure chi convive con il deficit di attenzione sa che esiste anche l’altra faccia della medaglia, l’iper-concentrazione. Momenti in cui la mente si focalizza su un’unica cosa e tutto il resto smette di esistere. Così con Crystal collo, U Like Me, Benihana e Honey, l’album si riprende il concept dichiarato inizialmente.

Anna durante la data a Roma del Vera Baddie Tour 2025
Anna durante la data a Roma del Vera Baddie Tour 2025 (Photo by Roberto Bettacchi/LiveMedia/Sipa USA)

Anna sembra ricordare cosa stava facendo e perché. Cita canzoni di Jennifer Lopez (Jenny from the block / La mia amica dell’hood) e Rihanna (Work it come Rihanna / Sembro americana sopra un fuoristrada). Si descrive «vanitosa come Sharpay»: l’antagonista diva e egocentrica interpretata dall’attrice Ashley Tisdale nella saga High School Musical di Disney Channel. Nei racconti di chi è affetto dal disturbo, questo stato rappresenta il momento di massima produttività, in cui tutte le cose sembrano incastrarsi. Ma, allo stesso tempo, altre responsabilità – dal mangiare al rispondere ai messaggi – vengono completamente ignorate e la percezione del tempo alterata.

Tra imprevisti, successi e fallimenti, la giornata volge al termine. Ma ora la diagnosi è chiara: Million Dollar Babe è affetto da ADHD. Un deficit di attenzione e iperattività metaforico, che riguarda solo l’album e non la sua autrice, e che non intende banalizzare la complessità del disturbo clinico. Ma che dimostra, per quanto Anna sappia muoversi tra sound diversi, come le pressioni dell’industria rendano difficile evitare alcune inutili distrazioni. A uscirne indebolite sono proprio le idee più interessanti, sacrificate in favore di dischi-insalata nei quali sembra esserci il bisogno di mettere un po’ di tutto, dal featuring alla Macarena, per tenere alta l’attenzione del pubblico o (forse) soddisfare certe dinamiche interne.

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