Questa è “Un’estate fa”, la rubrica estiva di Zeta che racconta il nostro Paese attraverso i tormentoni del passato. Ogni settimana la storia di un brano, di com’era il mondo e di come eravamo noi.
Può una canzone estiva raccontare la paura di diventare adulti? La stagione non era ancora iniziata quando, il 20 maggio 1985, Stefano Righi e Stefano Rota, in arte Johnson e Michael Righeira, pubblicarono L’estate sta finendo. Il duo dei tormentoni italiani per eccellenza firmava così il terzo grande successo dopo Vamos a la playa e No tengo dinero.
Anche questa volta la musica era allegra solo in apparenza. Ma, a differenza dei brani precedenti, dietro il ritmo si nascondevano la malinconia per una stagione che finisce e il dolore per un amore che non torna più. Quella ragazza di cui parla il brano, però, non era mai esistita.
Lo ha raccontato lo stesso Johnson Righeira in un’intervista a Wired del 2025: «È uno stato d’animo, una canzone dedicata alla fidanzata che non avevo ancora mai avuto e immaginavo già una storia che finiva male. Un destino segnato. Una vocazione al martirio».

«L’estate sta finendo e un anno se ne va / Sto diventando grande: lo sai che non mi va». È forse qui il vero significato del brano. Finiscono le vacanze, finisce un amore, finisce un anno e, con loro, finisce anche una parte della giovinezza.
La prima versione di L’estate sta finendo risale circa al 1980, prima ancora di Vamos a la playa, e apparteneva alla primissima produzione di Johnson Righeira, quando il duo ancora non esisteva. Aveva circa vent’anni, frequentava ancora il liceo dopo essere stato bocciato più volte e attraversava una fase musicale molto legata agli anni Sessanta, con riferimenti come Peppino di Capri ed Edoardo Vianello.
Proprio al liceo avviene l’incontro tra i due Stefano. Non erano fratelli, anche se avrebbero costruito deliberatamente l’immagine dei “fratelli Righeira”. Anche il nome nasce in quegli anni: “Righeira” deriva dal cognome di Johnson, Righi, trasformato per gioco in una forma dal suono brasiliano.
L’idea di riprendere quel motivo arrivò insieme ai fratelli La Bionda, storici produttori della disco music italiana. Johnson rivendica il nucleo originario e la parte delle strofe, mentre Carmelo La Bionda ha raccontato di aver lavorato sull’inciso e sulla trasformazione del pezzo. Alla versione iniziale venne aggiunta anche la parte dei «languidi brividi», nata come vero ritornello del brano. «C’è sempre la doppia anima righeiriana: la caciara, l’anima elettronica e sperimentale, e quella malinconica, la voglia di raccontare storie d’amore tristi», racconta Johnson.
Tra i musicisti che lavorarono alla registrazione c’era un giovane Sergio Conforti, che conosciamo come Rocco Tanica degli Elio e le Storie Tese. Tanica ha raccontato che per incidere il brano servirono tre mesi di lavoro, un numero enorme di tracce, sintetizzatori, percussioni e continui tentativi di arrangiamento. In mezzo a tutta quell’elettronica emerge un dettaglio molto anni Ottanta: l’assolo di sax tenore suonato da Claudio Pascoli e ispirato, per sua stessa ammissione, al brano Baker Street di Gerry Rafferty.
Il successo fu enorme. L’estate sta finendo arrivò al primo posto della classifica italiana il 17 agosto 1985, proprio quando il titolo cominciava a diventare realtà, e rimase ai vertici per settimane. A settembre i Righeira conquistarono anche il Festivalbar e il brano fu tra i singoli più venduti quell’anno

Negli ultimi anni L’estate sta finendo ha avuto una seconda vita come coro da stadio. La melodia cominciò a essere utilizzata nel 2014 dagli ultras dell’Aquila e trasformata in Un giorno all’improvviso. Da lì si diffuse in altre curve italiane, tra cui quella del Napoli, e poi anche all’estero. I tifosi del Liverpool trasformarono la stessa melodia in Allez Allez Allez, diventata una delle colonne sonore della cavalcata del club inglese in Champions League nella stagione 2017-2018.
Nel 2025, per i quarant’anni del brano, Johnson Righeira è salito sul palco di Sanremo insieme ai Coma_Cose durante la serata delle cover. Una sorta di consacrazione tardiva per una canzone che quarant’anni prima veniva spesso liquidata come un semplice tormentone. E la prova che il suono dei Righeira, a distanza di decenni, continua a essere attuale.








