Il futuro dell’Italia nella privatizzazione dello spazio

Dopo la recente pubblicazione de Il Negoziatore, scritto in collaborazione con Michael Tsur, avvocato e negoziatore israeliano, Frediano Finucci propone un’ulteriore prospettiva geopolitica con il suo libro, Operazione satellite: I conflitti invisibili dalla guerra fredda all’Ucraina, pubblicato nel 2023 il libro approccia la conversazione di difesa satellitare offrendo una spiegazione dei satelliti che Giulia Pastorella, cofondatrice di Azione e membro dell’intergruppo parlamentare per la Space Economy, definisce accessibile a tutti. 

Mercoledì 13 ottobre presso la sede Luiss in viale Romania, si è tenuta una conferenza, dove protagonista è stato il libro del giornalista de La7, che affronta la discussione del ruolo satellitare sul tema della guerra, e soprattutto della posizione europea sulla questione. 

Centrale nel dibattito è la posizione dell’Italia sulla privatizzazione delle tecnologie satellitari. Secondo Mascaretti, esponente di Fratelli d’Italia e presidente dell’intergruppo parlamentare per la Space Economy, ‘Finché in Europa e in Italia non si inizia un mercato con una vera e propria competizione, non ci sarà un’accelerazione’. Lo stesso però precisa anche che l’Italia si pone come una delle protagoniste sul tema dello spazio in Europa, sia dal punto di vista legislativo che da quello della privatizzazione satellitare. Infatti, con l’approvazione della legge n.89/2025, l’Italia ha regolamentato l’accesso allo spazio da parte di operatori per motivi geopolitici, quali difesa, motivi economici e scientifici, promuovendo investimenti sullo sviluppo di questi. 

‘Se sei un governo indipendente vorresti avere un sistema di difesa indipendente, non appoggiarti a privati.’ Ladovaz, CEO di Meridian Space, apre così il dibattito sull’approccio europeo nei confronti dello spazio, diverso dal modello statunitense che soprattutto negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé con Starlink di Musk. Cosa sta facendo l’Europa, dunque, per tenersi al passo con le intense spedizioni satellitari da parte di Starlink – oltre 170 contro le 7 europee? Pastorella spiega che c’è una necessità di inclusione di startup utili per l’innovazione tecnologica, ma senza escludere la presenza di istituzioni utili per guardare alle leggi e alle comunicazioni internazionali. ‘Non possiamo restare ad un paradigma del fatto che lo spazio sia terra di nessuno senza leggi. Bisogna trovare equilibrio tra monopoli, accesso equo e diritti.’ È necessario dunque trovare un equilibrio tra pubblico e privato secondo la parlamentare. Rassicura anche che si sta tentando un approccio seguendo un modello ‘più americano’ con leggi più agili, nel tentativo di vedere gli stati membri come un unico organo evitando una divisione tra paesi. 

In questa direzione, l’Europa sta investendo sullo sviluppo di una costellazione satellitare europea, IRIS2, per garantire servizi governativi sicuri, quali crisis management e controllo dei confini. Il piano prevede la spedizione di 348 satelliti entro il 2029. Secondo gli esperti presenti, saremmo già in ritardo in quanto la data di lancio prevista potrebbe subire ritardi, e Starlink si muove rapidamente. 

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