L’Orlando di Virginia seduce i giovani

Le nuove generazioni riscoprono Woolf tra identità fluide e riflessioni sul mondo contemporaneo

«Un’intellettuale che si batte per i diritti delle donne, che riconosce la possibilità di amare un’altra donna senza trasformare tutto in ideologia. Un’appassionata della libertà, del pensiero critico, dell’esistenza nella sua essenza. Una delle voci più interessanti e potenti della letteratura in lingua inglese». Questa è Virginia Woolf secondo Nadia Fusini, l’anglista e traduttrice che più si è dedicata allo studio e alla diffusione in Italia dell’opera della scrittrice britannica.  

Nata a Londra nel 1882 e morta suicida a 59 anni, Woolf è stata una delle autrici più innovative del Novecento. Protagonista del modernismo e del vivace e anticonformista circolo di intellettuali noto come “Bloomsbury Group”, ha rivoluzionato il romanzo con uno stile attento alla coscienza e all’interiorità dei personaggi. Tra le sue opere più celebri ci sono “Mrs Dalloway”, “Gita al faro”, “Orlando” e il saggio diventato punto di riferimento per il femminismo successivo “Una stanza tutta per sé”. Nonostante lo stile complesso e l’approccio non convenzionale, Fusini sostiene che parlarne ai giovani sia un’esperienza stimolante: «Non ho mai trovato difficoltà nell’insegnare Woolf. Credo che sia una grande scrittrice proprio in quanto il suo modo di raccontare, di vivere, ci insegna a stare al mondo». 

L’attualità della scrittrice risiede nella capacità dei suoi testi di parlare ancora oggi di questioni fondamentali, come libertà, giustizia e ruolo delle donne nella società. Le nuove generazioni, secondo Fusini, trovano nei suoi libri uno sguardo lucido e diretto sulle contraddizioni del mondo:  «Il pensiero della Woolf è profondamente critico, sicuramente da outsider, ma mai rancoroso. Non scrive con risentimento né parla di pari opportunità in senso superficiale. Per lei il punto non è:  “Gli uomini fanno questo, allora voglio farlo anch’io”. No. Magari molte cose che fanno gli uomini non interessano affatto alle donne. Ma la libertà di scegliere deve esserci: niente può essere proibito». 

Non è un caso che tra le opere riscoperte dalla generazione Z ci sia “Orlando”. In questo romanzo, Woolf immagina un personaggio che attraversa i secoli cambiando identità, genere, ruolo sociale, senza mai smettere di essere sé stesso. Un uomo che diventa donna, una donna che continua a trasformarsi, sfuggendo a ogni definizione. «Virginia Woolf è una donna che vive e scrive in modo libero. E dobbiamo riconoscere che esiste una libertà che ci viene anche da altre donne che, prima di noi, hanno posto questioni fondamentali. Lei lo ha fatto». 

Leggere Virginia Woolf oggi non significa trovare risposte, secondo Fusini, ma: «È diventata il tramite attraverso il quale sollecito domande intorno a questioni di vita e di pensiero che lei pone a chi sappia ascoltarla». Nei suoi romanzi l’identità si muove, cambia forma, si sottrae alle definizioni – come accade in “Orlando” – e la libertà non è mai un punto di arrivo, ma qualcosa che si mette continuamente in discussione.

Nel marzo del 1941 uscì di casa, riempì le tasche del cappotto di pietre e si immerse nel fiume Ouse. «Se n’è andata libera, nelle acque che amava definire “materne”», ricorda Fusini. Il gesto riassume l’autonomia della sua esistenza e della sua scrittura. Ecco perché, continua la studiosa: «Bisogna parlare di lei attraverso i suoi romanzi, le sue creazioni. Il segreto della sua scrittura sta nel dare ai personaggi che inventa molte delle sue emozioni, molte delle sue sensazioni. Virginia Woolf ha saputo trasformare la sua vita in parola».

Podcast ZetaPOD

Podcast

TG ZetaTG

TG

GR ZetaGR

GR

Iscriviti a
Zeta Data Lab

Iscriviti alla nostra newsletter