Oggi consultiamo l’oroscopo nei momenti di incertezza, ma nell’antichità l’astrologia guidava scelte cruciali, come fissare il giorno di fondazione di una città destinata ad essere eterna. Sensibile, testarda e sensuale, Roma nasce – secondo la tradizione – il 21 aprile del 753 a.C., sotto il segno del Toro.
Dai sacerdoti-indovini dell’antica Etruria, al letterato latino Marco Terenzio Varrone, in molti hanno cercato risposte attraverso la divinazione.
«Si pensi ad esempio alle figure degli aruspici, che praticavano il vaticinio: un rito in cui, scrutando le interiora di animali sacrificati, spesso uccelli, decidevano il futuro», spiega Paolo Cifolelli, professore di storia presso la Scuola Francesco Morosini di Venezia.
Fu un calcolo matematico-astrologico a determinare la data: dopo aver consultato Lucio Taruzio Firmano, fisico e matematico del I secolo a.C., il letterato latino Marco Terenzio Varrone stabilì la data del Natale di Roma sulla base di leggende, eclissi di Sole, calcoli matematici e Olimpiadi, utilizzate dai Greci come riferimento cronologico per datare gli eventi. La fondazione di Roma viene così collocata nell’anno della settima Olimpiade.
Da allora si parla di ab Urbe condita (AUC), letteralmente “dalla fondazione di Roma”: un sistema che contava gli anni a partire dal 753 a.C. In seguito, questo riferimento cronologico fu affiancato e poi sostituito dal calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare, e infine dal calendario gregoriano, promulgato da Papa Gregorio XIII.
Quest’ultimo, adottato nel 1582 per correggere gli errori del calendario giuliano, si basa sulla nascita di Cristo, convenzionalmente collocata proprio nell’anno 753 AUC.

La cosiddetta “data varroniana” fu ricavata fissando al 509 a.C. il primo anno della Repubblica e attribuendo 35 anni di regno a ciascuno dei sette re di Roma. In precedenza, il metodo in uso tra i Romani per ordinare gli eventi storici era quello adottato agli inizi dell’età repubblicana: gli anni venivano indicati a partire dai nomi dei due consoli in carica e che restavano al potere per un solo anno.
Varrone, per risalire alla data della fondazione, partì da una lista di consoli, non priva di errori, e definì l’anno in cui si insediarono i primi, Bruto e Collatino, come “245 ab Urbe condita” (CCXLV a.U.c.), accettando l’intervallo di 244 anni indicato da Dionigi di Alicarnasso, storico e retore greco, per il periodo in cui Roma fu governata dai leggendari sette re.
Secondo la tradizione, Roma ha una data di nascita precisa, ma la storiografia moderna propone una lettura diversa: la città non sarebbe il risultato di una fondazione unica e puntuale, bensì di un processo graduale, nato dalla progressiva aggregazione di insediamenti sparsi che, nel tempo, si sono strutturati fino a formare un vero centro urbano.
«La cosa certa è che Roma si è formata per sinecismo; quindi, l’idea che il Natale di Roma coincida con un solo giorno è un falso storico», sostiene Cifolelli.
Eppure, la data stabilita è ancora oggi utilizzata per festeggiare il compleanno di Roma che quest’anno, a differenza del precedente, quando i festeggiamenti furono annullati a causa della morte di Papa Francesco, spegne ben 2779 candeline.
Cicerone, uomo pratico e istruito, definiva “comica” e “inusuale” la via percorsa da Taruzio, basata sulla lettura dell’oroscopo. La verità è che nessuno, a quell’epoca, disponeva degli strumenti per stabilire con certezza la data di nascita di Roma.







