The Signal

THE SIGNAL #2

“C’è una navicella spaziale sopra di noi. Ma non sappiamo cosa faccia di preciso”

“C’è una navicella spaziale sopra di noi. Ma non sappiamo cosa faccia di preciso”

PARTE 1 — IL SEGNALE

C’è qualcosa che orbita sopra le nostre teste, in questo momento. Lungo come un SUV, senza pilota. Decolla come un razzo, atterra come un aereo, poi sparisce. Viaggia a 28.000 chilometri orari, ha già trascorso più di 4.200 giorni nello spazio nel corso di otto missioni, e nessuno, al di fuori di un ristretto cerchio di militari americani, sa davvero cosa stia facendo lassù.

Si chiama X-37B Orbital Test Vehicle. È un aereo-navicella riutilizzabile, di cui ad oggi esistono due esemplari identici, costruito da Boeing per conto del Dipartimento di Difesa americano e oggi controllato della Space Force degli Stati Uniti. Il 7 marzo 2025, al termine della sua settima missione, è atterrato alla Vandenberg Space Force Base in California dopo 434 giorni in orbita. Meno di sei mesi dopo, ad agosto 2025, era già ripartito per l’ottava missione. A bordo, secondo quanto dichiarato pubblicamente, ospita esperimenti di comunicazione laser, un sensore inerziale quantistico progettato per navigare senza GPS e ricerche sui materiali in collaborazione tra NASA e Boeing. Ma queste poche informazioni sono tutto ciò che il Pentagono ha deciso di condividere.

Nel corso degli anni, osservatori amatoriali e analisti indipendenti hanno tracciato le sue orbite, documentato le sue manovre, cercato di indovinare quale fosse la sua missione. La settima si è svolta in un’orbita altamente ellittica fino a quasi 39.000 chilometri di quota, conducendo esperimenti sugli effetti delle radiazioni e testando tecnologie per la Space Domain Awareness, ovvero la capacità di osservare e monitorare ciò che accade nello spazio. L’aeronautica ha confermato che il veicolo ha eseguito manovre di aerobraking, ovvero frenatura aerodinamica attraverso l’atmosfera, per cambiare orbita conservando propellente: è una capacità finora inedita, che permette di muoversi in maniera imprevedibile nello spazio.

È un aereo spia? Una piattaforma d’arma? Un laboratorio orbitante? Forse tutte e tre le cose. Forse nessuna. Il punto è che non lo sappiamo e che questa opacità è, in sé, una dichiarazione politica.

Crediti foto: @Spaceforce.com

Vuoi saperne di più su cosa significa questo segnale? Per l’analisi completa, l’intervista con Marcello Spagnulo e le possibili soluzioni continua a leggere sul Substack di The Signal

Se anche tu hai notato un segnale che merita di essere approfondito, scrivimi a newsletterthesignal@gmail.com . Potrebbe diventare il prossimo numero di The Signal.

Desirée Palombelli

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