Strage di Modena: «Così ho evitato l’auto e fermato il responsabile»

Un superstite racconta gli attimi prima della tragedia: l’auto contro i pedoni, l'agitazione e il gesto eroico di Signorelli
strage Modena

«La macchina si dirigeva verso di me, l’ho schivata per poco. Sono stato l’unico a passare dall’altro lato della strada». Silvano Ruccolo, originario di Bonefro (Campobasso) e professore di Economia a Modena, è tra i superstiti della strage avvenuta in città. «È stata questione di secondi», racconta a Zeta.

In via Emilia Centro, Salim El Koundri, trentunenne nato in provincia di Bergamo e originario del Marocco, ha travolto otto pedoni con la sua Citroën C3 lo scorso sabato pomeriggio. Lo scontro ha provocato diversi feriti e scene di grande concitazione in strada.

«Il rumore del primo impatto è stato forte. Aveva colpito sei o sette persone. Ci siamo voltati e abbiamo visto che veniva verso di noi», ricorda, «Dietro di me, a pochi metri, la macchina ha tranciato una donna, facendole saltare le gambe in aria. Erano spappolate», aggiunge.

Ruccolo stava passeggiando con un’amica ed è stato tra i primi a prestare aiuto, ma non era solo. Con lui c’era Luca Signorelli, definito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani un eroe per aver inseguito e fermato il responsabile. «L’ho visto correre verso di lui. C’è stata una colluttazione, El Koundri lo ha ferito alla testa con una coltellata», ripercorre Ruccolo. Nella concitazione, Signorelli è riuscito a schivare un primo colpo al torace che avrebbe potuto ucciderlo.

«Insieme ad altri ragazzi ci siamo fatti coraggio e abbiamo provato a dare una mano. Lo abbiamo immobilizzato a terra in attesa dell’arrivo della polizia», racconta il professore. Una volta a terra, l’uomo emetteva suoni e versi: «Non si capiva nulla», continua Ruccolo. Poco dopo sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno arrestato il bergamasco.

Le immagini della scena, diffuse rapidamente sul web, restituiscono bene la drammaticità dell’accaduto. Sulla strada sono sparsi frammenti dell’auto, il parabrezza è distrutto, il sangue macchia il marciapiede di rosso e i volti dei presenti appaiono impauriti e confusi. L’immagine di Signorelli, con il sangue che gli scorre sul volto, diventa emblematica di questa storia.

La notizia si è diffusa in tempo reale. «Ho avvisato mio fratello, che vive a Modena con la moglie. I miei genitori sono a Bonefro e non volevo allarmarli subito: li ha contattati lui», racconta Ruccolo. 

Tra i feriti ricoverati all’ospedale di Baggiovara, che hanno ricevuto la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, avrebbe potuto esserci anche Silvano che fa fatica a dimenticare alcune scene: «Quando l’auto ci è piombata addosso ho pensato di morire».

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