«Il suo fumetto era poesia del dolore», è morta Marjane Satrapi

Addio all'autrice di Persepolis, racconto di esilio, identità e libertà tra Iran e Occidente

Era sopravvissuta al dolore del dover lasciare la propria patria, l’Iran, al dolore di doversene andare, ma non a quello di chi se n’è andato. È «morta d’amore» la fumettista franco-iraniana Marjane Satrapi, all’età di 56 anni, un anno dopo la scomparsa del marito e produttore Mattias Ripa. Lo raccontano i suoi familiari in un comunicato stampa pubblicato oggi da Agence France-Presse.

Bambina, vive sulla sua pelle il passaggio dalla monarchia al regime teocratico, instaurato dopo la rivoluzione del ‘79. Nel 1983, all’età di quattordici anni, la famiglia la manda a Vienna per permetterle di godere delle libertà che l’Iran le aveva negato in quanto donna. Una storia rielaborata quasi vent’anni più tardi nelle pagine di Persepolis, romanzo a fumetti autobiografico uscito nel 2000.

Vignette in bianco e nero, tratti semplici di un’illustratrice di libri per bambini, non fumettista di professione, che raccontano la storia di una femme insoumise, una donna ribelle – come spiega il sottotitolo – che scopre l’Occidente e trova uno spazio per la propria emancipazione. Quella che cercano ancora oggi le sue giovani connazionali. 

«Mentre leggevo il libro, mi sono sentita esattamente come la protagonista: potevo nominare tutto ciò che aveva passato», racconta Darya, ragazza iraniana che, come Satrapi quarant’anni fa, fugge dal regime di Teheran. «C’è questa sensazione di non sapere se sei iraniano o europeo che ritrovo in queste pagine», aggiunge, «lo penso ogni volta che torno a casa, ma ora con la guerra la situazione è più confusa».

Autrice ma anche regista, nel 2007 Satrapi cura la trasposizione cinematografica di Persepolis insieme al francese Vincent Paronnaud. I personaggi vivono con l’ingresso del colore nelle scene che raccontano il presente, mentre il passato resta un gioco di ombre cinesi. «Ci sono film, ci sono libri e documentari che hanno raccontato il Medio Oriente, ma è la poetica con la quale lei è riuscita a spiegare delle vicende così importanti, dolorose, drammatiche con una chiave ironica, questo tratto distintivo per quanto semplice del suo stile, che ne fanno la grande autrice che è stata», commenta Luigi Politano, direttore editoriale della casa editrice Round Robin.

«L’opera resterà un pezzo della storia non solo del mondo del fumetto e del graphic journalism, ma della letteratura internazionale», dice, «nonostante siano passati più di vent’anni, il conflitto che racconta non è finito: i regimi resistono e c’è ancora molto da fare. Ma è attraverso pagine come quelle di Satrapi che può iniziare un percorso di consapevolezza».

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