Caltanissetta prima città Plant Based d’Italia

In Sicilia è stato firmato un trattato su politiche ambientali e alimentazione sostenibile

Nella terra in cui batte sempre il sole, l’acqua fatica ad arrivare, ma la svolta per un futuro green è vicina. Caltanissetta, città nel cuore della Sicilia, è ufficialmente il primo comune d’Italia ad approvare il Plant Based Treaty. Il 28 maggio, l’amministrazione comunale ha siglato il trattato internazionale che prevede un pacchetto di politiche ambientali ed educative volte a promuovere un’alimentazione sempre più orientata al vegetale.

Con questa decisione, la città si unisce a oltre settanta metropoli mondiali del calibro di Amsterdam, Edimburgo e Los Angeles. Una svolta epocale per la città, che nel 2026 ha compiuto un balzo incredibile nella classifica della qualità della vita del Sole 24 Ore: passando dall’ultimo posto registrato nel 2025 all’attuale 54° su 107.

L’iniziativa è una risposta alla crisi climatica in atto, i cui effetti in Sicilia si manifestano in modo drammatico soprattutto attraverso l’emergenza siccità. Testimonianza ne sono i disastri causati dalla frana di Niscemi e di recente a Sutera, entrambe in provincia di Caltanissetta, che hanno causato gravi danni al territorio.

Si tratta di una condizione cronica che mette a dura prova le realtà dell’entroterra, a partire proprio da Caltanissetta, dove la popolazione convive da sempre con l’ansia di rimanere senz’acqua. In questo contesto, l’adesione al Plant Based Treaty rappresenta una risposta strutturale per contrastare i cambiamenti climatici all’origine di tali crisi, mentre i residenti sono costretti ancora oggi a rifornirsi con bidoni e taniche da cisterne posizionate nei punti centrali della città.

fonte: pagina Instagram Comune di Caltanissetta

Il provvedimento sarà al centro di un piano non solo ambientale ma anche alimentare, che prevede l’introduzione di menù più vegetali. Sul tema è intervenuto Armando Turturici, consigliere comunale della III Commissione permanente, che ha proposto il progetto e illustrato la visione dell’amministrazione:

«Non si vogliono mettere veti sul consumo di carne, né abbandonare le tradizioni locali. L’obiettivo della mozione è infatti quello di valorizzare la dieta mediterranea e, al contempo, sensibilizzare sui benefici dell’alimentazione vegetale, partendo sin da piccoli. La Sicilia è vittima dei cambiamenti climatici e la produzione di carne influisce pesantemente sulle emissioni climalteranti. Per noi questa svolta comporta una serie di vantaggi: dimostra che siamo una città al passo con i tempi a livello europeo e, inoltre, garantisce un risparmio sensibile introducendo alimenti vegetali nelle mense e nei catering comunali. Il tutto si inserisce perfettamente nel circuito della dieta mediterranea che, come sappiamo, è a prevalenza vegetale».

Passare a modelli agroalimentari sostenibili educherà i cittadini nisseni e offrirà un’opportunità di rilancio economico alle aziende agricole del territorio. L’amministrazione, infatti, sosterrà le realtà locali che vogliono diversificare l’attività verso produzioni vegetali a basso impatto ambientale, valorizzando canali di vendita diretta come i mercati contadini, le filiere corte e gli orti urbani.

«Proprio la tradizione siciliana e mediterranea – hanno sottolineato i consiglieri della commissione – rappresenta uno dei punti di forza di questa iniziativa. La nostra cultura gastronomica è infatti ricca di alimenti vegetali quali legumi, cereali, ortaggi, frutta, olio d’oliva e prodotti stagionali. La mozione si inserisce pertanto in un percorso di valorizzazione e riscoperta di quelle radici alimentari che da sempre caratterizzano il territorio e che oggi possono contribuire a coniugare salute, sostenibilità e qualità».

La mozione punta infine a superare i confini dell’isola: il testo della mozione sarà infatti inviato ai ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente per sollecitare il sostegno del Governo italiano all’iniziativa su tutto il territorio nazionale.

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