«Finita la benzina, finita la pazienza»: la protesta di Manfredonia

Agricoltori, autotrasportatori, pescatori e studenti chiedono risposte sull’aumento dei costi
Trattori in protesta a Manfredonia contro il caro carburante

«Ci è rimasta solo la nostra passione. Finita quella, siamo finiti»: così racconta un agricoltore durante il corteo che il 17 ottobre ha riunito a Manfredonia lavoratori del settore agricolo, autotrasportatori e cittadini contro il caro carburante e l’aumento dei costi.

La protesta è iniziata il 10 ottobre tra Calabria e Puglia, con blocchi in alcuni snodi autostradali, per poi raggiungere rapidamente Basilicata e Campania. Nel giro di pochi giorni ha coinvolto più regioni e potrebbe presto assumere una dimensione nazionale.

Il 27 ottobre è previsto un incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e con i rappresentanti dei settori coinvolti. Chi protesta ha però già fatto sapere che, senza risposte concrete in tempi brevi, le iniziative continueranno.

A Manfredonia il corteo è stato organizzato nella stessa mattinata con il nulla osta delle autorità. Non ci sono stati disordini e hanno partecipato persone di ogni età, dagli studenti ai cittadini più anziani.

La richiesta è semplice. Continuare a lavorare senza vedere i guadagni assorbiti dalle spese. Il prezzo del carburante e l’aumento generale dei costi stanno riducendo sempre di più i margini di chi vive di queste attività.

«È finita la benzina ed è finita la pazienza», ha detto una delegata dell’amministrazione comunale, riassumendo il clima della giornata.

In Capitanata il peso dell’agricoltura è molto più forte che in gran parte del Paese. Secondo l’Istat, nella provincia di Foggia il 14,3% degli occupati lavora nel settore agricolo, 10,7 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Foggia è inoltre la provincia pugliese dove il carattere rurale del territorio è più marcato.

A sorprendere alcuni degli intervistati è stata soprattutto la presenza di categorie diverse, più numerose di quanto si aspettassero. Appena il giorno prima si erano uniti anche i pescatori, portando in piazza le proprie difficoltà e allargando ulteriormente la protesta.

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Dagli agricoltori è arrivata anche una critica alla stampa locale, accusata di non aver seguito con la stessa attenzione quanto stava accadendo nelle diverse province. Secondo alcuni di loro, una parte della mobilitazione non ha ricevuto lo spazio che avrebbe meritato.

Piero Losito, portavoce del comparto agricolo della Capitanata, ha sottolineato il carattere pacifico dell’iniziativa e il valore di vedere lavoratori di settori diversi manifestare insieme. Ha anche invitato a rispettare chi ha scelto di non partecipare, ricordando che difendere le proprie ragioni non significa impedire agli altri di fare scelte differenti.

Tra le ultime immagini del corteo ci sono studenti di scuole diverse che cantano insieme, circondati dai lavoratori. «Più rispetto per chi lavora», ripetono con convinzione.

Il rappresentante degli studenti ha insistito sullo stesso tema, soffermandosi sull’indifferenza e spiegando che di fronte a problemi che riguardano il lavoro e il futuro di tante persone restare a guardare non può essere una risposta, perché l’indifferenza non è una soluzione.

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