Piazza Maricarmen: Roma si mobilita per la crisi abitativa

Associazioni per il diritto ad abitare riunite davanti alla stazione Termini

“Quando abbiamo una casa, abbiamo dignità, e a questo non vogliamo rinunciare.” Queste sono le parole che risuonano da un megafono in Piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini di Roma. Ad acclamarle, più di cento persone che sono accorse all’appello di AS.I.A., l’Associazione Inquilini e Abitanti legata all’Unione Sindacale di Base (USB) per il 15 ottobre: un’assemblea cittadina per discutere di emergenza abitativa, in vista dello sciopero generale indetto per il 30 ottobre.

Per l’occasione, a lato della piazza, un cartello: “Piazza Maricarmen Abascal, uccisa dalla rendita immobiliare”.  La frase si riferisce a Maria del Carmen Abascal, l’87enne spagnola costretta ad abbandonare il proprio appartamento a Madrid a seguito dell’innalzamento esponenziale del costo dell’affitto, e divenuta per questo simbolo dell’attuale ondata di proteste sulla crisi abitativa. Come dichiarato da una rappresentante di USB, “Maricarmen è sindaco di questa protesta, piazza dei Cinquecento adesso è intitolata a lei”.

In piazza sono presenti attivisti, studenti e i rappresentanti degli inquilini delle case popolari di Roma, impegnati a lottare contro il rischio concreto di perdere per sempre il proprio alloggio: “Abbiamo sempre pagato l’affitto, eppure oggi siamo in migliaia sotto sfratto: siamo appesi a un filo, e non sappiamo quando si staccherà”. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nella provincia di Roma si eseguono in media 4 sfratti al giorno. Nel 2025, sono stati emessi 3450 decreti di sfratto nel solo capoluogo.

Tra le persone che temono questo destino c’è Giovanna, 74 anni: “Ho un problema con il mio appartamento: prima apparteneva a un ente pubblico, ora è diventato privato e vogliono mandarci via. Seguo questa problematica dal 2010. Ho aperto casa mia a tante persone e dopo pochi anni io e mio marito ci siamo separati. Ora sono in difficoltà”. Presidia l’assemblea e ricorda Maricarmen con una frase che rende chiarissimo il significato che ha avuto per lei e per il resto delle persone che ogni giorno perdono il diritto di avere un tetto sulla testa: “Scoprire della sua morte è stato un grande dolore. Mi rendo conto di cosa significa essere sradicati dalla propria casa con la forza: è contro natura.” Si emoziona parlando del rapporto difficile con la sua famiglia e di quanto il peso di questa situazione sembri ricadere solo sulle sue spalle: “Gli anziani non riescono più a comunicare, è difficile far sentire la nostra voce“.

Secondo FEANTSA, la federazione europea delle associazioni che si occupano di disagio abitativo, in Italia, il 14,6% della popolazione senza fissa dimora ha più di 60 anni. Come descritto nel loro report annuale, questa condizione spesso aggrava i già presenti problemi di salute, disabilità, mancanza di autonomia ed esclusione sociale. “Pago l’affitto da 44 anni, e decidono di buttarmi in mezzo alla strada adesso, che ne ho 80, e non ho più alternative perché a quest’età nessuno mi concederà un mutuo”, esclama al megafono Umberto, uno dei rappresentanti degli inquilini sotto sfratto. La sua testimonianza viene accolta da un applauso generale dei presenti: non solo anziani, ma anche famiglie e giovani lavoratori, molti accompagnati da bambini che si rincorrono, ridendo, tra i manifestanti.

L’assemblea cittadina nell’ormai Piazza Maricarmen non è un caso isolato che presenta il disagio abitativo: sullo sfondo, a lato della piazza, sorgono le tende dei manifestanti contro il carovita e la crisi abitativa, che si aggiungono a quelle già presenti da più di una settimana a Piazza Bologna, alla Sapienza e a Montecitorio. Sull’asfalto, sotto la statua di San Giovanni Paolo II, uno striscione rosso acceso grida in stampatello: la casa è un diritto per vivere al sicuro.

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