Scoprite le regole del disordine nel numero 0 del nuovo magazine Zeta: una grafica innovativa, le interviste e i reportage della redazione e i contributi di 12 grandi firme, dal premio Nobel Giorgio Parisi alla scrittrice Dacia Maraini, al presidente di Confindustria Emanuele Orsini al professore Walter Ricciardi.
Editoriale di Gianni Riotta
«La Storia si può dividere in tre movimenti: quelli che procedono veloci, quelli che avanzano lenti e quelli che sembrano non muoversi affatto» insegnava lo storico Fernand Braudel e la massima illustra alla perfezione il primo quarto del XXI secolo. Il mondo seguito alla Guerra Fredda appariva destinato a sviluppo, tecnologia e democrazia, ma la chiusura della Russia nell’antico canone del Cremlino, il boom economico cinese senza cambi nel regime, il comprensibile malcontento radicale dei ceti medi e popolari, negli Usa e nell’Unione europea, per la perdita di status sociale e identità familiari, l’avvento di paesi e potenze in crescita in Asia e America Latina, con flussi migratori imponenti, hanno imposto quei movimenti, invisibili a politici, studiosi e media, presagiti da Braudel.
Il 2016, con Brexit e la presidenza di Donald Trump, è stato fenomeno nascosto il cui maelstrom ancora ci agita. Il presidente repubblicano è tornato nel 2024 alla Casa Bianca, con un’agenda di dazi, isolazionismo e con una guerra in Iran che non ha dato i frutti sperati. Il presidente russo Putin combatte in Ucraina un conflitto che analisti, sprovveduti o interessati, stimavano breve e che dura ormai per Mosca più della Seconda Guerra Mondiale, mentre il Medio Oriente, da Gaza a Hormuz, e l’Africa vedono la guerra tornare con la “brutale verità” dei romanzi di Vasily Grossman. Oggi in Gran Bretagna, Germania e Francia forze politiche nazionaliste sono ai primi posti nei sondaggi e anche in Italia movimenti sovranisti e antieuropei divampano, come roghi nel cambio climatico. L’Ue resta indietro, su difesa e AI.
La redazione di Zeta, periodico della Scuola di Giornalismo Luiss, guidata da Giorgio Casadio e Alberto Flores d’Arcais, allinea in questo numero grandi firme, dal Nobel Giorgio Parisi al presidente Emanuele Orsini, da parlamentari italiani all’architetto Carlo Ratti, al leggendario Bill Emmott, il critico Ian Buruma, gli scrittori Dacia Maraini e Emmanuel Carrère, l’economista Azzurra Rinaldi, parterre di cui ogni testata sarebbe orgogliosa. A fianco, i reportage di strada dei nostri giornalisti, nel design dell’artista Francesco Diodori, selezionato da una call online.
Zeta è cosciente che l’esito dello scontro fra Ordine e Disordine, nel nostro tempo, non sarà semplice, né la sfida indolore o breve. Molti, ulteriori, scacchi ci attendono, molte sofferenze e ingiustizie occuperanno social media e newsletter. AI ovunque. Eppure, l’impegno di queste pagine, la passione dei suoi autori, Boomer, Millennial e Generazione Z, le voci raccolte ci lasciano affermare con serenità che, per faticoso che sia il cammino, le forze del male, della miseria, della dittatura e dell’oppressione non prevarranno e, infine, gli ideali di giustizia e libertà dei nostri padri e delle nostre madri rifioriranno. Celebriamo quest’anno gli 80 anni della Repubblica Italiana e i 250 degli Stati Uniti e la speranza di una nuova stagione di benessere e diritti resta dunque, per noi tutti in Luiss, il miglior auspicio comune.





