Esclusiva

10 Febbraio 2021.
 
Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2021
Liceo Giulio Cesare, la preside censura il corso sull’aborto

Studenti e insegnanti criticano la scelta, ma i rappresentanti d’istituto sono divisi

«Ma allora i giornali hanno montato tutto?» «No, quello che è successo è molto grave». È una storia di censura quella avvenuta al liceo classico Giulio Cesare di Roma. Ne sono convinte due insegnanti, che preferiscono restare anonime: «La nostra situazione non è facile, esporsi in questo momento non è la scelta migliore». Eppure la mascherina non copre gli sguardi eloquenti che lancia alla collega, «No, in effetti nessuno dei tre corsi è stato approvato». Piove, giusto il tempo di sfilare l’ombrello dalla borsa. Le docenti se ne vanno.

I corsi di cui parlano le insegnanti riguardano tre temi: interruzione volontaria di gravidanza, identità di genere e occupazione fascista dei Balcani. Li organizza il collettivo studentesco Zero Alibi in occasione della settimana dello Studente, ma la preside non è d’accordo e gli vieta di tenerli. La dirigente scolastica sostiene che anche il consiglio dei docenti abbia approvato la scelta. Eppure, 40 di loro la smentiscono con una lettera inviata a Repubblica.

Alina Daniello, che avrebbe dovuto tenere il corso sull’interruzione volontaria di gravidanza, racconta a Zeta che la questione è più complessa. «I rappresentanti d’istituto sono divisi, una parte di loro sostiene che la preside volesse affiancarmi una voce pro-life. Altri, invece, la accusano di aver depennato il corso senza consultare né studenti né docenti». Alina è un’attivista di Laiga194, un’associazione che da anni organizza eventi e incontri per informare sul diritto all’aborto e promuovere la collaborazione tra medici non obiettori.

In molti al Giulio questa vicenda non se la spiegano. Come Marta e Francesco, entrambi al quinto anno di liceo: «Non so bene cosa sia successo, né di chi sia la colpa. Però a me un corso sull’interruzione volontaria di gravidanza sarebbe interessato». Sono le 13:00, i ragazzi si allontanano da scuola a piccoli gruppi. Nei prossimi giorni sapranno se sarà possibile frequentare i corsi che per ora gli sono stati negati.

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