«Questo disco è fatto di amicizie, amori, città e personaggi come Giovanna d’Arco e Giordano Bruno». Francesca Siano, in arte Francamente, classe 1996, dopo l’esperienza a X Factor 2024, torna con Bitte Leben, un album nato dall’incontro tra cantautorato ed elettronica, dove convivono riferimenti letterari, sintetizzatori e storie personali. Il disco prende forma proprio da tutte le cose che negli anni hanno contribuito a costruire la sua identità: le città in cui ha vissuto, gli ascolti, gli studi di filosofia e le persone incontrate lungo il percorso.
Francamente si chiama così dal 2020, quando ha deciso di intraprendere un percorso solista. «Mi chiamano tutti Franca e mi piaceva il gioco di parole. “Francamente” come dire il vero, ma anche come Franca mente, non dice la verità. Questo cortocircuito semantico mi piacque molto all’epoca e lo sento ancora mio oggi. Penso restituisca una visione di noi umani come esseri non perfetti ma contraddittori, che cambiano idea, che mutano, che sono una cosa ma ne pensano un’altra».
Il grande pubblico l’ha conosciuta grazie a X Factor, esperienza che inizialmente le faceva paura per il rischio di vedere il proprio progetto artistico semplificato dalla televisione. In realtà, si è rivelato un percorso in cui ha imparato tanto e che le ha permesso di crescere come artista. «È stato come un workshop lunghissimo che mi ha arricchita molto. Ho sempre fatto degli altri lavori pur di continuare a suonare e non mi era mai capitato di potermi dedicare solo alla mia musica per settimane».
Il cuore di Bitte Leben passa da Berlino, città in cui Francamente ha vissuto e che ha influenzato il suo modo di scrivere e ascoltare musica. Il titolo è in tedesco e in italiano ha un doppio significato: Per favore, vita oppure Per favore, vivi. Nell’album ci sono riferimenti filosofici e letterari che arrivano direttamente dal suo percorso di studi. In Cattedrale, uno dei brani centrali del disco e primo pezzo scritto per il progetto, compaiono figure come Giovanna d’Arco (Sarei la tua torcia umana, come la d’Arco sul trono del mondo) e Giordano Bruno (Sarei la tua torcia umana, come Giordano nel Seicento, prendo fuoco pur di stare al centro di Roma) mentre termini come “margini” e “centro” richiamano il pensiero della filosofa Seyla Benhabib.
Tra quelli che ispirano i suoi lavori, Francamente cita artisti molto diversi tra loro. «Un’artista che mi ha ispirato tantissimo è Lola Young, anche se facciamo generi completamente diversi, mi piace la sua penna, lo standing, il modo in cui dice certe cose e alcuni suoni». Non possono mancare all’appello il cantautorato italiano degli anni Ottanta – da Giuni Russo ad Alice – e la cold wave tedesca, scoperta proprio durante gli anni vissuti in Germania.
Poi c’è chi la accompagna da sempre. «Sono cresciuta con Patti Smith. Ho questo ricordo da ragazzina, quando ho iniziato a fare i primi concerti al bar sotto casa guardavo i suoi video per vedere come fosse vestita. È l’artista che mi accompagna da più tempo nei mie ascolti, quella che quando la metti su sembra che tu stia parlando con la tua migliore amica perché conosci tutti i testi».
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Nella sua musica ci sono influenze diverse e c’è il racconto di una vita piena di esperienze e sfaccettature. Se dovesse scegliere un solo brano per raccontarsi, uno che racchiuda l’essenza di Francamente, sarebbe Sirene sulla Luna, perché dentro c’è tutto «L’amore, le città, i trasferimenti. È a metà tra il cantautorato per il modo di scrivere e un classico brano pop per la struttura». Una definizione che finisce per descrivere bene anche Bitte Leben, album che attraversa luoghi, riferimenti e identità diverse. Non a caso, quando le si chiede di immaginarlo come un luogo, la risposta è «una mappa».
Dopo le prime date a maggio (tra cui quella al MI AMI Festival a Milano), il tour di Francamente prosegue il 26 luglio a Hi-Ho Music Festival a Capannori (LU), il 6 agosto a Minamò Festival a Martirano Lombardo (CZ), il 7 a Polifonie Music Festival a Rivello (PZ) e il 10 a Luce Festival a Gallipoli (LE).








