Esclusiva

Luglio 7 2024.
 
Ultimo aggiornamento: Luglio 8 2024
Il risultato delle elezioni in Francia: la sinistra vince e batte le Pen

Il Nouveau Front Populaire conquista 188 seggi, Ensemble 168 e il Rassemblement National 143

L’esito ufficiale delle elezioni francesi è arrivato all’una e ventotto, quando anche l’ultimo seggio è stato assegnato, anche se i vincitori erano già noti da ore. Il leader de la France Insoumise Jean-Luc Melenchon è stato il primo a prendere parola, nel quartier generale en plein air in Place de la bataille de Stalingrad: «Macron è stato sconfitto, il Nouveau Front Populaire è pronto a governare». A pochi chilometri da lì, in Place de la République, non appena arrivano i primi exit poll si comincia a festeggiare. Fumogeni, una grande bandiera della Palestina, ragazzi abbarbicati sulla statua della Marianna con un telo su cui è scritto: “La France est tissu de migration”.

Nella sede del Rassemblement National l’atmosfera non è altrettanto vivace. Bardella e Le Pen attendevano un exploit che non si è verificato, da settimane si parlava di un possibile governo del ventottenne di origini italiane e anche se la speranza per la maggioranza assoluta si stava vanificando, in pochi pronosticavano un risultato come quello che si è presentato. Nonostante il partito sia abbia guadagnato 54 seggi rispetto alle precedenti elezioni, 143 deputati non sono abbastanza per dichiarare vittoria, il Front è il terzo partito francese.

L’ampia coalizione di sinistra, che raccoglieva dai “moderati” di Raphael Glucksmann alla sinistra radicale de la France Insoumise, ha ottenuto il maggior numero di voti conquistando 188 seggi nell’Assemblea. Nonostante i sondaggi non dessero esiti positivi per il partito del Presidente Emmanuel Macron la sua coalizione centrista ha tenuto, assicurandosi 150 deputati eletti, comunque un calo significativo rispetto al 2022, quando i macronisti erano 245.

Il risultato delle elezioni con i dati

Secondo gli analisti a concorrere per la disfatta di Marine Le Pen sono stati molteplici fattori: dopo il risultato del 30 giugno, i leader del Nouveau Front Populaire hanno deciso di ritirarsi da tutte le circoscrizioni in cui erano arrivati terzi, favorendo così un testa a testa tra un candidato del Rn e uno dell’opposizione. I dati diffusi da Ipsos dopo l’uscita dei risultati mostrano che il 72% degli elettori dell’NFP al primo turno al secondo ha appoggiato un candidato di Ensemble. Al contrario la percentuale è un po’ più bassa, solo il 43% degli elettori della coalizione di Macron ha deciso di appoggiare la sinistra.

Secondo l’analista politico e docente Jean Pierre Darnis il Rassemblement National non è riuscito a fare una campagna efficace: «I cittadini francesi hanno rigettato le proposte politiche estremiste del Rn, ad esempio di impedire a chi aveva la doppia cittadinanza di accedere a certi impieghi pubblici. Sono stati percepiti negativamente anche alcuni candidati dai curricula leggeri, per non dire problematici».

Il futuro della Francia

Il futuro per l’Assemblea francese non è chiaro, si aprono più possibili scenari perché nessuno dei partiti ha ottenuto la maggioranza assoluta: «La sinistra ha vinto, ma non ha la capacità di raggiungere la quota 289, quella che le servirebbe per governare senza scendere a patti con altri partiti. Saranno settimane complicate e probabilmente vedremo una grande unione dei partiti riuniti in una sorta di governo tecnico che possano traghettare la Francia fino al prossimo anno, o al 2026, quando si dovrebbero tenere le presidenziali dice Darnis».

Secondo Darnis è difficile prevedere quello che potrebbe succedere nell’immediato futuro, se è vero che la destra di Marine Le Pen ha ottenuto il miglior risultato nella storia del suo partito è altrettanto lecito osservare come: «Il Rassemblement National sia stato nuovamente spostato alla destra estrema del paese, la mobilitazione contro di loro non è venuta solo dalla sinistra, ma anche dal centro. Per riuscire a governare dovrebbe sottoporsi a una strategia di ulteriore moderazione, ma questo posto è già occupato dai Republicains che in questa tornata hanno fatto abbastanza bene, e potrebbero crescere».

Anche il partito del Presidente Emmanuel Macron dovrà avviare una riflessione interna. Poco dopo l’uscita degli exit poll il primo ministro Gabriel Attal, che aveva condotto la campagna elettorale, ha rassegnato le dimissioni. «Quello che emerge da questo risultato è un ridimensionamento della sua presidenza e anche una forma di autonomizzazione delle forze politiche che una volta sembravano legate a lui. Non si può dire che il Presidente abbia vinto » conclude Darnis.

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