Il primo passo per dare forma a un progetto editoriale è immaginarne l’identità visiva. Per il numero zero del nuovo magazine di Zeta, incentrato sulle dodici sfide della società contemporanea, abbiamo lanciato una open call rivolta a grafici e creativi under 35.
Ai candidati è stato richiesto di inviare una proposta di copertina, completa di concept visivo, e la struttura di un layout per le pagine interne.
Abbiamo scelto di presentarvene cinque. Cinque giovani visioni che sperimentano formati innovativi e nuove modalità di lettura.
Ecco cosa ci hanno raccontato sui loro progetti e una nostra valutazione per ognuno.
Diego Demurtas


La riuscita della missione spaziale Artemis II è senz’altro il più grande avvenimento di questo inizio 2026, che ha tenuto con il fiato sospeso il mondo intero in attesa delle immagini in tempo reale del sorvolo lunare dopo 54 anni dall’ultima volta (era il 1972). Per qualche giorno abbiamo percepito la sensazione che l’umanità intera fosse realmente unita verso uno scopo comune. L’immagine della Terra vista dalla Luna, immersa nel buio dello spazio cosmico, scattata dall’equipaggio della missione e diffusa dalla NASA sui propri canali ufficiali, trasmette fiducia e coraggio. Ho scelto come titolo principale Mai così lontano perché credo che sia questo il punto di partenza per le sfide future che ci attendono, in ogni settore economico, tecnologico, sociale e culturale: superarci, insieme, contro ogni individualismo.
Valutazione:
Il progetto di Diego Demurtas utilizza un linguaggio visivo più semplice e tradizionale. L’immagine dello spazio è coerente con il tema dell’esplorazione e del futuro.
Punti di forza: molto chiaro e ordinato, facilmente leggibile.
Aspetti migliorabili: maggiore originalità a livello di concept e un’identità visiva più forte.
Luca Silvestri


Il Gruppo del Laocoonte, simbolo millenario di una saggezza repressa, crepata dalle crisi umanitarie, politiche, energetiche e del diritto internazionale, è il soggetto scelto per la copertina del numero zero della rivista Zeta Luiss. La sua divisione in due metà, una in marmo crepato e l’altra con un concept digitale, indica la fase di passaggio dal vecchio mondo e i suoi equilibri alle nuove sfide della modernità, motore del futuro ma fonte di dubbi e incertezze che la società deve necessariamente affrontare. Il corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale, la corsa allo spazio, le fake news e l’interpretazione dei dati; inoltre, i conflitti, le tensioni in Medio Oriente, la violazione del diritto internazionale e le ripercussioni umanitarie, sociali ed economiche, completano un quadro complesso, fratturato, come il Laocoonte, e che un’attenta interpretazione deve riportare alla sua interezza per poi proiettarlo verso il futuro.
L’idea, nata dal mio amore per Roma – dove l’opera è conservata – e per l’approfondimento della società odierna, vuole analizzare in maniera attiva e profonda quanto sta accadendo, ponendosi come obiettivo una risposta consapevole alle sfide della modernità, rappresentata dall’occhio umano che anima la metà digitale del Laocoonte. Il nostro tempo è dinamico ma tormentato, contribuiamo a prepararlo a un nuovo miglioramento.
Valutazione:
La proposta di Luca Silvestri sviluppa in modo chiaro il dialogo tra passato e futuro attraverso la fusione tra la scultura classica e il linguaggio digitale. Il concept è chiaro e attuale e la composizione risulta ricca di dettagli.
Punti di forza: concept chiaro e forte contemporaneità.
Aspetti migliorabili: semplificazione visiva (troppi dettagli/elementi) e rischio di trovare proposte simili nel panorama AI/digitale.
Francesca Primavilla


Mi sono ispirata allo stile della rivista Eco diretto da Tito Boeri.
Per la copertina ho pensato di rappresentare le 12 sfide come 12 finestre di un palazzo. Alcune finestre si vede chiaramente cosa contengono, mentre altre sono oscurate – lasciando al lettore la curiosità di scoprire le tende.
L’idea è stata quella di usare un colore diverso per la prima pagina di ogni articolo lungo, mentre il resto delle pagine rimangono color crema.
Ho cercato di creare qualcosa che fosse un misto fra uno stile classico e ricercato (font, colori pastello, allineamento regolare), unito a grandi grafiche – che personalmente apprezzo molto.
Valutazione:
La proposta di Francesca Primavilla si distingue per una costruzione grafica ordinata e concettualmente coerente, molto in linea con il tema dell’esplorazione e delle prospettive future.
Punti di forza: pulizia e chiarezza editoriale, buona leggibilità e ordine nell’impaginazione.
Aspetti migliorabili: Identità visiva più originale e distintiva.
Francesco Diodori


Per interpretare l’idea delle 12 sfide della società contemporanea, sono partito dall’opera medievale di Bosch (La nave dei folli) cercando di creare un cortocircuito iconografico fra la rappresentazione throw up e il tema trattato, con l’obiettivo di sottolineare in maniera inconscia il periodo iperestetizzato in cui viviamo. Per quanto concerne l’interno, ho preparato un layout tendente all’impaginazione svizzera, in quanto credo che questo metodo di organizzazione dei contenuti possa essere il più versatile e ordinato, capace di creare una netta differenza stilistica/grafica fra l’esterno e l’interno.
Valutazione:
La proposta di Francesco Diodori presenta un concept originale e ben strutturato, capace di reinterpretare in chiave contemporanea La Nave dei Folli di Bosch attraverso uno stile illustrativo pop e immediato.
Lo stile grafico risulta molto riconoscibile con una palette ben definita che dà personalità alla copertina.
Punti di forza: idea molto originale che segue il concept e lo rappresenta bene, buona componente simbolica. Aspetti migliorabili: maggiore valorizzazione al titolo.
Adriana Graziani


12 sfide che dovremmo affrontare come società, 12 lotte affinché “le cose vengano fatte in modo giusto”, 12 round sul ring per il futuro in cui tutti speriamo. L’illustrazione rappresenta un pugile esausto ma deciso a vincere la sua sfida sul ring. Si tratta di una metafora, come il pugile anche noi dovremmo dare il massimo per vincere “le 12 sfide della società contemporanea”. La scelta di lavorare con mezzi tradizionali, realizzando un’illustrazione senza l’uso di intelligenza artificiale per un giornale che parlerà sicuramente molto di Ia è voluta e serve per mettere ulteriormente in risalto gli infiniti punti interrogativi che restano aperti sul futuro di molti mestieri che rischiano di sparire o quantomeno dovranno radicalmente cambiare per adattarsi. Tra questi spicca ovviamente il giornalismo, ma anche il settore grafico e dell’illustrazione
Valutazione:
La proposta di Adriana Graziani ha una forte identità visiva, la scelta di utilizzare un’illustrazione la rende molto espressiva e capace di trasmettere tensione e conflitto sociale in modo immediato, rendendola in linea con le linee guida fornite.
Punti di forza: forte impatto visivo, emotivo e uno stile riconoscibile.
Aspetti migliorabili: il tipo di font scelto compromette la leggibilità e la pulizia sia della copertina che della pagina.






