A mezzanotte Cannes non va a dormire. Al Grand Théâtre Lumière è il momento delle Séances de Minuit, la categoria in cui il regista francese Quentin Dupieux è più a suo agio. La sua commedia surreale è perfetta per quell’ora e per quel pubblico, che si agita e ride insieme alle star americane Woody Harrelson e Kristen Stewart, protagonisti della pellicola e presenti in sala insieme al resto del cast. Il film è Full Phil e ai titoli di coda riceve una standing ovation dedicata al regista parigino.
Nato come dj di genere house sotto lo pseudonimo di Mr. Oizo, Dupieux esordisce al cinema con Rubber nel 2010. Per la sua assurdità e per lo stile da B-movie, il film diventa un cult. Da quel momento, quasi un lungometraggio all’anno. Spesso è a Cannes. Nel 2026 alla Croisette presenta due lavori. Oltre a Full Phil porta il suo primo lungometraggio animato, Le Vertige, con cui chiuderà la Quinzaine des Cinéastes: una selezione parallela dedicata al cinema più sperimentale, nata dopo il Sessantotto, quando il Festival ufficiale fu interrotto dalle proteste guidate dai registi della Nouvelle Vague François Truffaut e Jean-Luc Godard.
Nella trama di Le Vertige un amico avverte un altro che l’intera umanità vive in una simulazione. Dupieux è surreale, assurdo e grottesco. Uno degli autori più imprevedibili del cinema europeo contemporaneo. «È capace di far uscire dialoghi che sembrano di vita quotidiana ma che invece non lo sono affatto», dice l’attrice protagonista di Le Vertige, Anaïs Demoustier, che ha già lavorato in diversi suoi film.
Un cinema che alterna irreale e satira, sempre in formato breve. Full Phil dura un’ora e diciotto minuti ed è ambientato in una Parigi sotto la pressione dei gilet gialli. Le vicende seguono il maldestro Phil, che cerca di riconquistare la figlia. Lo stesso tema degli acclamati film drammatici Sentimental Value (2025), presentato lo scorso anno a Cannes, e El ser querido (2026), in concorso in questa edizione. Dupieux affronta il tema sul piano del grottesco. Il legame familiare, fisico e inscindibile, è osservato attraverso una metafora alimentare. Si parla di cibo con ossessività e morbosità, ma in chiave comica: cosce d’agnello, torte super cremose, hot dog.
Il cinema di nicchia di Dupieux ha cominciato a raccogliere star internazionali. Nel 2024 Léa Seydoux è stata protagonista de Le deuxième acte, mentre in Full Phil arrivano due attori di caratura internazionale. Stewart è celebre per la sua interpretazione di Bella Swan nella saga di Twilight, e ha partecipato in seguito a grandi produzioni americane. Le dichiarazioni rilasciate a Variety alla vigilia della première sono però indicative di un’edizione di Cannes senza i grandi studios americani: «Sono stufa delle regole e del sistema. Non è pensato per permettere agli artisti di esprimersi». Stewart accusa Hollywood e loda il coraggio dei festival nel valorizzare l’arte. Parole che restituiscono la sua scelta di recitare in un lungometraggio di Dupieux. Un cinema di piccole produzioni e budget contenuti. Fuori dai meccanismi degli studios e capace di attrarre celebrità hollywoodiane perché propone un altro modo di stare sul set.






