Rai e IDMO contro la disinformazione

Presentata in conferenza stampa la sesta edizione della campagna di sensibilizzazione contro le fake news
Conferenza IDMO e Rai

Cure miracolose per il cancro, personaggi famosi che pubblicizzano fondi d’investimento e deepfake sessuali: le sfide che Rai e Italian Digital Media Observatory (IDMO) combattono ogni giorno attraverso la campagna Uniti contro la disinformazione. Un progetto che ha totalizzato un miliardo e duecento milioni di contatti.

In occasione del lancio della sesta edizione, martedì 19 maggio 2026, sono state presentate le nuove “pillole”, brevi clip per informare il pubblico sui pericoli online e sull’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, visibili in onda, online e su RaiPlay già dal 30 aprile.

Nella sala conferenza della nuova sede Rai di via Alessandro Severo a Roma sono intervenuti
l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore della comunicazione Fabrizio Casinelli, Francesco Giorgino a capo dell’Ufficio studio, Marcello Ciannamea, responsabile della distribuzione, e Gianni Riotta, coordinatore IDMO e direttore della Scuola di Giornalismo della Luiss. A moderare l’incontro, la direttrice dell’ufficio stampa Rai Incoronata Boccia.

«Viviamo in un’epoca in cui l’accelerazione tecnologica sta modificando non solo i meccanismi di relazione ma anche la percezione dei fatti e come vengono narrati», osserva Rossi. Se nella complessità contemporanea il rapporto tra la verità e il suo racconto smette di essere mediato dal giornalista, la realtà stessa si frammenta e si distorce. Un fenomeno che non riguarda più il web e i social, ma anche i media mainstream.

Per Giorgino, «il giornalismo senza informazione rinuncia alla sua funzione sociale. Ma l’informazione senza giornalismo non racconta la realtà e si affida alla percezione di chi la riceve». Allo stesso tempo, però, chi lavora alle notizie deve ricercare la verità dei fatti e non spettacolarizzarli: «Il rischio è un approccio basato sul sospetto e sulla costruzione ideologica», aggiunge l’amministratore delegato.

Così Rai e IDMO promuovono la media literacy: insegnare al pubblico nell’era dei deepfake a distinguere contenuti veri e falsi, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’informazione. L’osservatorio ha coinvolto con i suoi progetti più di 46 mila studenti delle scuole in Italia e all’estero anche grazie all’attività dei suoi partener tra cui Luiss, Tim, Ansa, NewsGuard, Pagella Politica, T6 Ecosystems e Cy4Gate.

Le pillole nascono per questo. «Un lavoro complesso, con creativi, giornalisti e autori, tutte risorse interne», osserva Ciannamea, «tra passaggi tv, piattaforme streaming e social abbiamo raggiunto una media di 240 milioni di spettatori». La trasversalità dei contenuti ha permesso la massima visibilità delle clip, trasformando il progetto in un «piccolo laboratorio di cittadinanza digitale».

Il giornalismo ha un impatto notevole sulla vita democratica, combattere la disinformazione e le fake news significa fornire ai cittadini gli strumenti per formare la propria opinione su fatti ed eventi. Come riconosce Gianni Riotta, «la verità la decide la realtà. Noi come giornalisti non siamo chiamati a dirla, ma a testimoniarla».

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