Uno Shakespeare «punk, provocante, sfacciato e anticonformista»: i ragazzi del corso di teatro della Luiss sintetizzano con questi aggettivi lo spettacolo che porteranno in scena al Teatro Greco di Roma dal 26 al 28 maggio 2026. La dodicesima notte del più celebre poeta e drammaturgo inglese viene proposta in una versione rivisitata: alla commedia si uniscono musiche e personaggi tratti da The Rocky Horror Picture Show, musical statunitense del 1975.
Lustrini, salopette a righe, parrucche fluorescenti e abiti eleganti convivono sullo stesso palcoscenico. L’atmosfera che si respira durante le prove è di eccitazione e tensione, bilanciate tra loro. Momenti di prosa ad alta intensità si alternano a parti di ballo e canto in cui nessuno è escluso. Il regista Ferdinando Ceriani, docente di teatro alla Luiss fin dalla prima edizione, nel 2002, spiega: «Il corso è incentrato sulla coralità e sulla creazione di un gruppo unito e inclusivo. In questo spettacolo non ci sono protagonisti, ma un continuo scambio di ruoli. Credo che una delle formule vincenti di questo progetto sia stata proprio quella del non protagonismo: non permettere di sviluppare arrivismo e individualità».

Il corso, giunto nel 2026 alla ventiquattresima edizione, «è sempre andato avanti con grande successo, con una media di 50 studenti a edizione». Ci sono ragazzi che lo frequentano anche per cinque o sei anni consecutivi, accompagnando così in parallelo il loro percorso universitario. «È un corso che non vuole formare attori, ma rappresentare un’esperienza di vita e culturale. Studenti vecchi e nuovi si amalgamano, creando ogni volta un gruppo coeso», spiega Ceriani. È questo l’obiettivo principale che il regista vuole raggiungere e i ragazzi ne confermano il successo. Ada Ranieri, studentessa di Bari al terzo anno di frequenza del corso, racconta: «All’inizio ero molto intimidita, perché arrivi e ti trovi davanti a decine di persone già molto affiatate e in confidenza tra loro. Poi però ti rendi subito conto di quanto sia facile e piacevole integrarsi in questo gruppo». Anche Maristella Schettino, studentessa originaria di Salerno e tra i veterani del corso, sottolinea che «il bello del teatro Luiss è che non esclude nessuno, non ci sono provini o selezioni. Il regista riesce sempre a includere tutti, anche i più timidi e introversi».
Ceriani, nel corso di queste oltre venti edizioni, ha spaziato in tutta la drammaturgia internazionale per trovare ogni volta qualcosa di stimolante da portare in scena, anche se, ammette, «non è stato semplice riuscire a trovare spettacoli che potessero includere fino a 60 persone. Più passano gli anni, più bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. Anche in questa edizione il testo è stato molto rivisitato per accogliere un gruppo così numeroso di attori. Inoltre, cerco sempre un’opera in cui poter innestare un mood musicale, perché nei momenti di ballo riesco a mettere tutti in scena». Per l’edizione di quest’anno il regista ha legato La dodicesima notte di Shakespeare a The Rocky Horror Picture Show, ambientandola nel castello gotico di Frank-N-Furter, lo scienziato protagonista del musical: «È una specie di mondo al contrario, dove le identità si confondono e tutto è possibile».
Lo spettacolo andrà in scena per tre serate e, come ogni anno, tra il pubblico non mancheranno numerosi ex allievi che tornano per vedere il lavoro realizzato da chi è arrivato dopo di loro. «È un po’ una cosa ereditaria», racconta Stefano Brighenti, studente magistrale al suo quarto anno da attore, «con il tempo vedi generazioni di teatro che se ne vanno e altre che arrivano: si crea una sorta di passaggio di testimone metaforico». Lo conferma anche il regista Ceriani che in questi anni ha visto tornare alumni diventati oggi ambasciatori o General Manager alla Luiss. «In questi anni si è creata una comunità vastissima ed estremamente ramificata. Ci sono persone che vengono a vedere lo spettacolo e rivivono in quel momento un’esperienza che è rimasta loro nel cuore. Vuol dire che il lavoro fatto funziona».







