Un’eclissi tra tramonto e stelle cadenti

Eclissi

La notte del 12 agosto sarà impossibile non avere la testa fra le nuvole. Che siate appassionati di scienza o crediate nella magia delle stelle cadenti, sarà una serata imperdibile: per la prima volta dopo quasi trent’anni torna un’eclissi solare totale in Europa, e nella stessa notte, potrete esprimere un desiderio osservando lo sciame delle Perseidi.

Ecco una guida su dove vederla al meglio, fotografarla, e guardarla in sicurezza.

Che cos’è

Un’eclissi solare avviene quando la luna si interpone esattamente tra il sole e la Terra, coprendolo. «Per un gioco incredibile di coincidenze, dal punto di vista delle dimensioni apparenti, il sole e la luna sono esattamente grandi uguali», spiega a Zetaluiss Sandro Bardelli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).  Il sole, infatti, ha un diametro circa 400 volte più grande della luna, ma si trova anche circa 400 volte più lontano dalla Terra. Non succede a ogni luna nuova perché l’orbita lunare è leggermente inclinata rispetto a quella terrestre: l’allineamento perfetto è raro. L’ultima eclissi parziale visibile dall’Italia con coperture simili risale al 1999, mentre la totale al 1961.

2017 Total Solar Eclipse, USA. Crediti: NASA

Dove, quando e come trovarsi nel posto giusto

Il disco solare sarà oscurato completamente solo in una fascia stretta che, partendo dall’Artico russo, attraversa la Groenlandia e l’Islanda, scende sull’Oceano Atlantico fino alla Spagna settentrionale , dalla Galizia fino alle Baleari,  sfiorando l’estremo nord-est del Portogallo.

Crediti: INAF

Anche se non sarà totale, al Nord-Ovest lo spettacolo sarà notevole. Le regioni più fortunate saranno Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna, dove la luna arriverà a coprire oltre il 90% del disco solare: Torino, Genova, Milano e Bologna sono intorno al 92-93%. Scendendo verso sud, invece, la copertura diminuirà progressivamente: a Roma sarà oscurato circa due terzi del sole, a Napoli circa la metà, mentre in Sicilia la copertura varierà a seconda della località, attestandosi in genere tra il 20 e il 30%.

Il vero limite sarà però l’orario. «L’eclissi comincia intorno alle 19.29, con qualche minuto di differenza a seconda di dove ci si trova, e raggiunge il massimo verso le 20.21. Il problema è che subito dopo il sole tramonta», spiega Bardelli. Nel Nord Italia il tramonto arriverà intorno alle 20.24, per cui il momento di massima copertura resterà visibile solo per un paio di minuti. Più si scende verso sud, meno tempo ci sarà: in molte zone del Centro-Sud il sole sarà già tramontato quando l’eclissi raggiungerà il suo apice.

Crediti: INAF

«Durante il picco il sole starà quasi tramontando: l’ideale sarebbe scegliere un crinale o comunque un luogo con l’orizzonte nord-occidentale completamente libero», consiglia Bardelli.

Le mappe

Conta moltissimo, quindi, il punto di osservazione. L’INAF ha prodotto mappe di visibilità usando il modello altimetrico TinItaly dell’INGV, con una risoluzione di 10 metri per pixel: classificano ogni punto del territorio in quattro categorie: visuale libera, marginale, bloccata dai rilievi, sole già tramontato.

Crediti: INAF

Un’altra possibilità è utilizzare il sito PeakFinder per verificare la presenza di rilievi all’orizzonte. Entrambi gli strumenti considerano però soltanto il profilo del terreno: non tengono conto di case, edifici o altri ostacoli artificiali.
Per questo un sopralluogo potrebbe essere la scelta migliore: se nei giorni precedenti da un determinato punto si riesce a vedere il tramonto, da lì sarà possibile osservare anche l’eclissi. 

 Per rendere ancora più semplice la scelta, il divulgatore Alessio Zanol ha realizzato una mappa interattiva che mostra durata dell’eclissi, direzione del Sole e orario del tramonto.

Crediti: https://eclipsemap.xyz/#5.05/43.15/11.75

Per chi non riuscisse a trovare il posto giusto, o preferisse guardarla da casa, l’Istituto Nazionale di Astrofisica organizza una diretta streaming insieme all’Unione Astrofili Italiani (UAI) e all’Associazione dei Planetari Italiani (PLANit). A partire dalle 19:30 del 12 agosto sarà possibile seguire le osservazioni al telescopio, sia dall’Italia che dalla zona di totalità, sul canale YouTube di EduINAF e sulle pagine Facebook di INAF e UAI.

Come vederla in sicurezza

 Prima di uscire, però, una cosa è fondamentale: proteggere gli occhi. Bardelli mette in guardia da una falsa sicurezza molto comune: «Il fatto che il sole sia basso all’orizzonte non lo rende meno pericoloso: i danni alla retina ci sono lo stesso». Servono occhiali certificati ISO 12312-2, oppure un vetro da saldatore DIN con gradazione DIN14 (non inferiore!). Chi non ha nulla di tutto questo può arrangiarsi  facendo un piccolo foro in un cartone, che proietta l’immagine del sole su un’altra superficie: mai guardare direttamente, in ogni caso. Attenzione particolare ai bambini: sono attratti dal fenomeno, ma non hanno la stessa consapevolezza dei rischi degli adulti.

Come fotografarla: i consigli del fotogiornalista Massimiliano Donati 

Un evento così raro farà venire voglia a molti di fotografarlo. Per capire come farlo al meglio, ecco i consigli del fotogiornalista e collaboratore di Getty Images Massimiliano Donati.

Prima regola assoluta: montare un filtro solare davanti all’obiettivo. Esistono filtri appositi a densità neutra molto elevata (Neutral Density) che permettono di puntare la fotocamera direttamente verso il sole. «Così come noi non possiamo guardarlo direttamente, lo stesso vale per la macchina fotografica: senza protezione si rischia di danneggiare il sensore».

In Italia sarà visibile soltanto la fase di parzialità. Chi vuole fotografarla può seguire due approcci: un teleobiettivo da 300 mm in su, per inquadrare con precisione l’intero disco solare, oppure un grandangolo classico (24-28 mm) o un ultra-grandangolo (14-17 mm) se anche il paesaggio merita di entrare nell’inquadratura. «Può essere utile quando si ha un ambiente circostante interessante oltre al sole» spiega a Zetaluiss Donati.  In questo caso, prosegue, il consiglio è di lavorare con ISO basse, tempi veloci e diaframmi chiusi (f/8-f/11), così da ottenere una buona profondità di campo e mantenere tutto il più possibile a fuoco. Indispensabili anche un cavalletto, perché la fotocamera deve rimanere perfettamente ferma, e uno scatto remoto, per evitare di toccarla al momento della fotografia.

Se invece si vuole puntare direttamente al sole, è essenziale impostare il fuoco manuale, altrimenti la fotocamera “impazzisce”. In Italia, però, essendo l’eclissi soltanto parziale, nel fotogramma apparirà soltanto una parte della luna sul sole, senza la possibilità di osservare la corona solare. Diverso il discorso nelle zone dove l’eclissi sarà totale: se siete in vacanza nel nord della Spagna, oppure in altre località interessate dalla totalità, come l’estremo nord-est del Portogallo, l’Islanda o la Groenlandia, ha molto più senso puntare direttamente sul sole, perché durante la fase di oscurità completa la scena cambia radicalmente. «In quei momenti di buio completo, che durano di solito uno o due minuti, si può togliere il filtro solare e fotografare direttamente la corona, trattando l’immagine come si farebbe con una fotografia notturna», spiega Donati.

E invece smartphone sì o no? Si può tentare: un paio di occhiali per eclissi davanti all’obiettivo o, meglio, un filtro solare specifico sono essenziali per non danneggiare il sensore, mentre un treppiede migliora la stabilità dello scatto. Il risultato, però, non sarà paragonabile a quello di una fotocamera con attrezzatura dedicata.

E dopo, le stelle cadenti

Se avete trovato il posto giusto per vedere l’eclissi, vale la pena restare. Nella notte tra il 12 e il 13 cadrà infatti anche il picco delle Perseidi, il celebre sciame meteorico delle “stelle cadenti”, generato dai detriti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle. Di solito la loro osservazione è penalizzata dalla luce della luna, quest’anno, però, accadrà il contrario. «La luna è “impegnata” nell’eclissi: essendo in fase di luna nuova, il cielo sarà molto più buio e le condizioni per osservare le meteore saranno ottimali», spiega Bardelli. Un doppio spettacolo, tutto in una notte.

Podcast ZetaPOD

Podcast

TG ZetaTG

TG

GR ZetaGR

GR

Iscriviti a
Zeta Data Lab

Iscriviti alla nostra newsletter