Dall’incidente a Bali al caso mediatico

La storia di Simone che, dopo la pubblicazione sul Messaggero, ha richiamato l’attenzione nazionale

Simone Salvo e Laura Pace si sono conosciuti tra lezioni, esercitazioni e lavoro di redazione alla Scuola di Giornalismo LUISS. Oggi Laura, cronista de Il Messaggero, racconta a tutta pagina la vicenda di Simone, trasformando un fatto personale in un caso mediatico: oltre 200mila letture sul sito e più di un milione e mezzo sui social, rilanci da agenzie come Adnkronos e da altre testate.

Il 24 luglio 2024 Salvo è a Bali, con i vestiti ancora umidi per l’acqua della cascata di Nungnung che ha visitato, quando sale su un mototaxi diretto a Ubud, cittadina sulle colline dell’isola. Il viaggio dura pochi minuti. In Indonesia si guida sul lato sinistro della strada. Quando il suo motociclista effettua un sorpasso a destra, non fa in tempo a rientrare in corsia e si scontra contro un camion. Simone riapre gli occhi steso sull’asfalto.

Resta a terra e il conducente fugge. Dalla gamba destra perde fiotti di sangue, in ospedale scoprirà di averne versati due litri. Attorno a lui si fermano persone che lo guardano, alcuni filmano. Un signore gli cede la sua giacca per fermare l’emorragia. I soccorsi arrivano tardi, come il primo intervento chirurgico. Viene operato solo nella notte, dopo ore decisive. Si salva grazie a una polizza sanitaria stipulata prima della partenza, che copre le cure in Indonesia e il volo medicalizzato per il rientro.

Nei giorni successivi all’incidente, quando è bloccato a Bali, si attiva la solidarietà della redazione Zeta: «È stato l’aiuto più concreto per farmi arrivare al Rizzoli di Bologna e avviare le cure», racconta Salvo.

È agosto e per lui salta lo stage in Rai. Solo a dicembre torna in redazione: «Prima con le stampelle, poi riuscivo a camminare senza». A marzo 2025, però, arriva un’infezione grave, che in estate peggiora e va in circolo nel corpo. Frequenta quando può, alternando presenza e collegamenti da casa o dall’ospedale. «Non è stato un percorso facile», ammette. Finora si è sottoposto a sette operazioni, un’altra è già programmata per maggio. L’ipotesi di perdere la gamba non è ancora esclusa.

Laura Pace racconta: «Ricordo quando Simone mandò un messaggio sul gruppo WhatsApp della scuola, pochi giorni dopo l’incidente. Mi misi a piangere, avevamo legato molto, perché era seduto dietro di me. Abbiamo cercato di fargli seguire le lezioni inviandogli il materiale di cui aveva bisogno. Raccontare la sua storia a livello nazionale era giusto».

L’articolo di Laura Pace su Il Messaggero

A dicembre 2025 arriva la sospirata laurea del master, discussa in streaming dal letto d’ospedale, con una tesi-documentario girata in Indonesia. Doveva uscire quel giorno, festeggiare con i colleghi. Invece una complicazione lo costringe a restare ricoverato. «Avevo lo zaino pronto. Pensavo: discuto e poi li raggiungo. Invece no. Sono venuti a trovarmi loro in ospedale, pochi giorni dopo. Che festa!».

Intanto Salvo avvia un blog personale, grazie alle competenze di web design apprese con il docente Francesco Pupillo: «Ho usato tutto quello che avevamo fatto a lezione per costruire il sito». Sul portale racconta le fasi della storia e le novità dall’ospedale. Finora circa 5mila persone lo hanno letto integralmente e, dopo l’articolo de Il Messaggero, l’attenzione cresce. «Mi hanno scritto in molti via email. Non solo solidarietà, ma tante storie simili alla mia». Racconti di incidenti in Thailandia, Indonesia e altri Paesi, spesso senza tutele: «C’è chi ha perso familiari, chi sta ancora affrontando interventi».

Anche diversi giornalisti si sono interessati al caso: «Mi hanno contattato anche Adnkronos e Mediaset. Io voglio stare bene, avere giustizia e battermi per l’istituzione di un fondo per le vittime della strada fuori dall’Europa. Un risarcimento non può dipendere dal posto in cui ti trovi. In molti Paesi non esistono sistemi assicurativi paragonabili a quelli europei. Se chi ti investe non ha nulla, il risarcimento è minimo, anche nei casi più gravi». Racconta di aver ricevuto un’offerta di 2mila dollari dal conducente del mototaxi. Simone, per ora, ha già sostenuto spese per oltre 11mila euro, senza poter lavorare.

Prima del master alla LUISS si è laureato in medicina proprio a Bologna. Ma per lui il giornalismo non è stata una deviazione: «Era lì da sempre: alle superiori ero direttore della rivista studentesca. Quando starò bene, andrò avanti su questa strada».

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