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Tra radici e futuro, il debutto di Cristiana Verardo

World music, intelligenza artificiale e consapevolezza: la cantautrice salentina si racconta prima del Concertone
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«Stare sullo stesso palco di Cocciante già potrebbe bastare», racconta sorridendo Cristiana Verardo a Zeta. Cantautrice e chitarrista nata in provincia di Lecce nel 1990, quest’anno suonerà per la prima volta al concerto del Primo Maggio di Roma. Insieme a Bambina e Cainero, è tra le tre artiste emergenti ad aver vinto la finale del contest 1MNEXT aggiudicandosi la possibilità di partecipare al Concertone.

Un traguardo che Verardo ha voluto festeggiare con la sua band: «Quando è stato annunciato il mio nome, ci siamo abbracciati. È stata un’esperienza che abbiamo fatto insieme e tutto è condiviso, anche le emozioni». Ci aveva già provato nel 2022, ma forse non era il momento giusto. Stavolta è diverso. Lo scorso ottobre è uscito il suo ultimo album, L’avversaria, e quest’estate lo porterà in tour per tutta Italia. Nel disco c’è Tu sei qui, brano con cui ha vinto il contest e che eseguirà sul palco di piazza San Giovanni: «È una canzone abbastanza up, ritmata, come tempo. Può sembrare energica, però in realtà parla di una mia amica che non c’è più. Mi piaceva questo, stare lassù e cantare qualcosa che sento tantissimo dentro».

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Cover di L’avversaria, album che contiene Tu sei qui

Dal 1990, quello del Primo Maggio è uno dei palchi simbolici della musica italiana: un concerto gratuito che, nel tempo, ha unito dimensione popolare, sensibilizzazione e diritti dei lavoratori, ospitando anche nomi internazionali come Lou Reed, Radiohead e Blur. Dopo una fase di minore centralità, il Concertone ha ritrovato slancio con il ritorno del pubblico in piazza nel 2022 una volta finita la pandemia. «Per la storia che ha, è una bella tappa per un artista italiano. Un appuntamento di tale spessore restituisce qualcosa di più grande rispetto alla semplice performance. Far parte di un cast come questo e suonare su un palco così va al di là della mera visibilità», racconta Verardo.

Tra gli artisti con cui condividerà la scena, si sente particolarmente vicina a La Niña, cantautrice napoletana che propone un’originale fusione tra canzone partenopea, folklore e urban. «Nell’album c’è un brano in dialetto salentino, scritto con tre artiste importanti della world music del mio territorio. Anche a me sta a cuore l’idioma della mia terra, per questo motivo mi sento legata a lei», aggiunge.

Uno dei temi del concerto è l’intelligenza artificiale e la cantautrice riflette su un aspetto in particolare: «L’altro giorno un amico mi ha fatto ascoltare una canzone scritta e prodotta con l’IA. Mi sono venuti i brividi quando l’ho sentita. Mi fa paura il fatto che io mi sia emozionata». Mentre sullo slogan Il domani è ancora nostro dice: «È un messaggio molto forte che ci responsabilizza e ci lega, diventa qualcosa da raggiungere insieme. Credo che più siamo e meglio lo facciamo, non prima lo facciamo».

Ad aver vinto 1MNEXT quest’anno sono tre artiste donne. Per Verardo non è un caso: «Nei festival, vedo sempre più line up dove stiamo raggiungendo la parità, anche numerica. Non sono quote rosa, sono progetti molto validi. Non stiamo riempendo degli spazi, ce li stiamo prendendo e li meritiamo pure. Sta andando tutto per il verso giusto, piano piano, senza forzature».

Il concerto si avvicina e Verardo riflette sul senso della sua partecipazione: «Essere Next vuol dire poter dimostrare che la mia musica è pronta a camminare da sola, anche in contesti importanti». Una comunicazione che va oltre la performance: «Sto pensando a cosa poter dire, senza che sia qualcosa di forzato. Gli slogan, se detti in maniera vuota, rimangono parole nell’aria. L’intenzione vale più del volume della voce». In ogni caso, racconta, sarà serena, consapevole, senza l’ansia di sbagliare. E forse è proprio in quella consapevolezza che il suo debutto al Concertone troverà la sua forma più vera.

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