«Siete quelli che non hanno trovato i biglietti per Ultimo e quindi siete venuti qui a Peccioli» scherza il direttore editoriale del Post, Luca Sofri, sabato 4 luglio mattina all’inizio della rassegna stampa “Giornali spiegati bene” che da ormai dieci anni tiene con il direttore Francesco Costa ad apertura degli eventi live della testata online. Nessuna delle persone presenti nella gremita Galleria dei Giganti del borgo toscano farà infatti in tempo a partecipare al concerto epocale che in serata unirà 250 mila fan a Tor Vergata (Roma) per il concerto dell’artista romano. Una passione in comune, però, ce l’hanno: quella per la musica, che li ha portati a scegliere di riunirsi a Peccioli per partecipare a “Le canzoni”, una due giorni di incontri giornalistici a tema musicale organizzati dal Post e accompagnati da due concerti: quello del cantautore Daniele Silvestri, il 3 luglio, e quello della band britannica James, per la prima volta in Italia dopo 12 anni, la sera successiva.
È raro sentire il pubblico ridere durante una rassegna stampa, ma è il suono che accompagna in sottofondo tutto l’evento, che in realtà è più una riflessione su come i giornali lavorano, sulle loro scelte editoriali e di linguaggio e sugli investimenti dietro a queste. È coerente con con la linea editoriale che il Post sposa dalla sua nascita, nel 2010: quella dello “spiegato bene”, che unisce i podcast, le newsletter, i libri della collana “Cose spiegate bene” e quelli della casa editrice della testata Altrecose.
«L’obiettivo è colmare il divario tra i lettori e la lingua parlata dai giornali, spesso distante da quella di uso comune e piena di espressioni difficili da cogliere», spiega Costa, riferendosi all’abuso del termine “Aventino” degli ultimi giorni dei giornali in riferimento al caso delle dimissioni della vigilanza Rai.

Le risate lasciano posto al silenzio per il secondo incontro, quello del giornalista Stefano Nazzi, che sul palco della Galleria dei Giganti declina il format del suo podcast di cronaca nera e giudiziaria “Indagini” in chiave rock. L’omicidio del rapper Tupac a New York nel 1996 e la storia delle gang criminali americane degli anni ‘90 s’intersecano a quella della nascita del genere musicale, alla biografia dell’artista e dei suoi rivali nella musica e nella vita, tra cui il rapper Notorious B.I.G.
Il pomeriggio prosegue all’insegna della musica: Sofri racconta storie di canzoni nel suo consueto appuntamento “Volevo solo fare il deejay”. A seguire, sul palco, il gruppo di giornalisti che ogni anno cura il podcast del Post che accompagna gli ascoltatori tra le serate di Sanremo e Eurovision (Giulia Balducci, Matteo Bordone, Luca Misculin e Stefano Vizio) presenta “Canzoni bellissime e rotte per sempre”. Un viaggio tra quei brani che, pur essendo entrati di diritto nella storia della musica e nell’immaginario collettivo, sono stati ascoltati così tante volte da perdere parte del loro fascino originario, fino a risultare, per molti, consumati, “rotti”, da “Hallelujah” di Leonard Cohen a “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano.
Il concerto di Daniele Silvestri
Peccioli è lì dietro, sullo sfondo, arroccato sulla collina: il paesino toscano eletto Borgo dei Borghi 2024, con il tramonto che tinge il cielo d’arancione, è la cornice del concerto di Daniele Silvestri, che ha aperto il festival venerdì 3 luglio.
Un anfiteatro che raccoglie il pubblico in un’atmosfera intima, anche se sold out, con dietro il profilo di tutte le colline e accanto uno dei Giganti di Peccioli, simbolo del borgo: le statue, note come “Presenze”, realizzate nel 2011 da Gianluca Salvadori con la sua Naturaliter.

Il concerto si lega perfettamente all’anima del festival: il filo che li unisce è l’attualità, temi politici e di oggi. «Non è sempre obbligatorio che la musica parli del presente, ma è da lì che mi piace partire, e anche stasera sarà così», racconta al pubblico Silvestri. Una dichiarazione che trova subito conferma nella scelta della prima canzone: dopo essere entrato in scena seduto su una sdraio, leggendo un giornale, richiamando il titolo del suo tour “Canzoni a Sdraio”, apre con Sana e Robusta Costituzione, il brano che sottolinea l’importanza della carta costituzionale. Rende omaggio anche a Giorgio Gaber, con Io non mi sento italiano.
I richiami all’attualità accompagnano l’intera serata, intrecciandosi a canzoni molto diverse tra loro. Si passa dai brani più intimi e romantici, come L’uomo intero e Strade di Francia, a quelli più energici e dal ritmo incalzante, come La verità e Frasi da dimenticare, fino ai momenti più leggeri e ironici di Sogno B, che riesce a divertire tanto gli adulti quanto i bambini sugli spalti.
Non mancano poi le canzoni che il pubblico conosce a memoria e canta dall’inizio alla fine: Il Mio Nemico, Le Cose in Comune, La Paranza, e A Bocca Chiusa, diventata celebre anche come colonna sonora del film C’è ancora domani di Paola Cortellesi. A chiudere il concerto è Salirò, accompagnata dalle voci del pubblico, che conclude una serata estiva intensa e partecipata, inaugurando nel migliore dei modi il festival.








