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Esclusiva

Aprile 9 2020.
 
Ultimo aggiornamento: Aprile 5 2021
Lockdown giorno 31, frammenti dalla quarantena

L’Italia esce dal suo primo mese in quarantena. Dall’assalto ai treni alle code in strada, dalle lauree online agli aiuti cinesi, ecco le immagini che resteranno

La grande sottovalutazione e gli aperitivi a Milano. La chiusura della Lombardia e poi di scuole e uffici. Le canzoni cantate dai balconi, l’attesa per il bollettino delle 18. Ma anche i ritardi di Conte e il ciuffo dispettoso di Mattarella.
Sono tante le immagini che resteranno dell’ultimo mese, trenta giorni di lockdown per tutta Italia e di quarantena per tutti noi. Chiusi in casa o in fila per fare la spesa, in attesa di una riapertura che si allontana ogni giorno.

In Italia i primi casi di Covid-19 risalgono a fine febbraio. L’emergenza investe il Nord del paese, con centinaia di casi positivi e focolai nel Lodigiano e in Veneto. Il premier Conte incontra la Protezione Civile e il 22 febbraio firma le prime misure per arginare il virus.

La chiusura di scuole e università risale al 4 marzo, così come la scelta di giocare il campionato a porte chiuse e le restrizioni per cinema e teatri. La distanza di sicurezza è fissata a un metro, strette di mano e abbracci vanno evitati.

Passano tre giorni e il decreto vien di notte. Il governo limita i movimenti nelle zone più colpite, non si entra e non si esce da tante province del Nord. Per chi viola le prescrizioni sono previste sanzioni penali. A tarda notte c’è la «fuga» verso il Sud, l’assalto ai treni a Milano e in altre città.
Ma la sera decisiva è quella del 9 marzo: un nuovo decreto entra in vigore il giorno seguente, tutta l’Italia diventa «zona protetta». Sui social viene lanciato lo slogan «Io resto a casa».

L’11 marzo l’Oms dichiara che il Covid-19 è una pandemia: tanti paesi introducono restrizioni più stringenti e una settimana dopo l’Europa chiude le frontiere esterne.

I morti in Italia sono più di mille, a Bergamo non c’è più posto nei cimiteri. Le immagini dei camion dell’esercito che trasportano le bare in altre regioni fanno il giro del mondo.

La sera del 21 marzo Conte torna a parlare all’Italia: «È la crisi più difficile dal secondo dopoguerra». Tutte le aziende non strategiche saranno chiuse fino al 3 aprile, restano aperti supermercati, farmacie e poste. Il governo vara il decreto «Cura Italia». Intanto noi restiamo a casa, il lockdown si allunga fino al 13 aprile.

Un passo alla volta arriviamo ad oggi. I morti nel mondo sono 82 mila, un milione e mezzo i contagiati. In Italia il numero dei positivi ha superato quota 135 mila. Le vittime accertate sono oltre 17 mila, soprattutto anziani e con patologie pregresse. Il paese è in lockdown e noi con esso. Rassegnati, assuefatti e speranzosi: quest’anno la Pasqua si festeggia due volte.